Ricercati in tutta Europa, trovati a Udine: arrestati due latitanti
A Udine la Polizia di Stato esegue due mandati d’arresto europeo: arrestati un cittadino rumeno e un afghano
UDINE – Nel corso dello scorso fine settimana la Polizia di Stato di Udine ha dato esecuzione a due Mandati d’Arresto Europeo, emessi rispettivamente dalle autorità giudiziarie di Romania e Austria, portando all’arresto di un cittadino rumeno e di un cittadino afghano.
Arresto in Questura di un cittadino rumeno
Nella tarda mattinata di sabato, un cittadino rumeno di 31 anni si è presentato spontaneamente presso la Questura di Udine, dichiarando di essere destinatario, nel Paese d’origine, di un provvedimento di cattura per l’esecuzione di una pena residua di 30 giorni di reclusione.
L’uomo aveva lasciato la Romania da circa otto mesi e risultava vivere in Italia senza fissa dimora. Gli accertamenti immediatamente avviati con gli organi competenti hanno confermato quanto riferito, consentendo agli agenti di procedere con l’esecuzione dell’arresto.
Il 31enne si era reso responsabile, nel corso del 2025, di numerosi tentativi di furto commessi sul territorio rumeno, fatti che avevano portato all’emissione del mandato europeo.
Controllo in hotel e mandato austriaco
Nel corso della notte successiva, un controllo effettuato nei confronti di un cittadino afghano di 25 anni all’interno di un hotel della zona di Borgo Stazione ha fatto emergere, a suo carico, un mandato d’arresto europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria austriaca.
Lo straniero, regolarmente presente in Italia e titolare di permesso di soggiorno per rifugiati, risultava indagato per un episodio avvenuto nell’aprile del 2024, quando avrebbe aggredito un controllore ferroviario nella città di Salisburgo.
Trasferimento in carcere e consegna agli Stati esteri
Entrambi i soggetti sono stati associati alla locale Casa Circondariale, dove rimarranno a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della consegna agli Stati esteri che hanno emesso i provvedimenti. La procedura di trasferimento sarà avviata sulla base del consenso espresso dagli arrestati, come previsto dalla normativa vigente in materia di cooperazione giudiziaria internazionale.