Pepe lanciato da 4 metri e morto: sit-in a Udine raccontato in diretta su Nordest24 | VIDEO
A Udine sit-in e mobilitazione dopo la morte del cane Pepe. Il caso supera i confini locali e arriva in Parlamento.
UDINE – Il silenzio del quartiere Aurora è stato rotto da una partecipazione composta ma determinata. Centinaia di persone si sono ritrovate questa mattina in via Divisione Garibaldi Osoppo per ricordare Pepe e per chiedere che quanto accaduto non venga archiviato come un episodio isolato. La vicenda del cane, morto dopo essere precipitato da un parapetto condominiale, ha generato una mobilitazione trasversale, capace di unire cittadini, associazioni e attivisti.
La diretta video
Il sit-in si è svolto proprio nell’area in cui Pepe ha perso la vita. Una presenza significativa, fatta di cartelli, silenzio e attenzione, che ha trasformato il dolore in richiesta collettiva di responsabilità. Alla manifestazione hanno partecipato cittadini comuni, realtà animaliste e rappresentanti istituzionali, segno di un disagio che va oltre il singolo fatto di cronaca.
L’episodio risale a domenica scorsa. Pepe, meticcio di 13 anni, si trovava nel giardino condominiale, all’interno di un complesso residenziale di Udine est. In pochi istanti l’animale è stato afferrato e lanciato nel vuoto, precipitando da un’altezza di circa quattro metri nella zona dei garage. Trasportato d’urgenza in ambulatorio veterinario, è morto dopo alcune ore, nonostante i soccorsi.
Pepe era un cane anziano, di piccola taglia e con problemi di salute, elementi che rendono l’accaduto ancora più difficile da accettare per la comunità.
Dopo la morte del cane, la famiglia ha sporto denuncia alla questura di Udine, dando avvio all’iter giudiziario. Nel frattempo, la storia ha iniziato a circolare rapidamente, trovando spazio sui social e sulle principali testate nazionali. La diffusione del caso è stata sostenuta anche dall’attivista Enrico Rizzi, che ha contribuito a portare la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica.
La risonanza dell’episodio ha superato i confini locali fino a raggiungere le istituzioni. Alla Camera dei deputati, il parlamentare Francesco Emilio Borrelli ha richiamato il caso Pepe come esempio di violenza contro gli animali, inserendolo in un contesto più ampio di riflessione sulle tutele e sulle sanzioni previste dall’attuale quadro normativo.
A Udine, intanto, la morte di Pepe continua a essere una ferita aperta. Non solo per chi lo conosceva, ma per una comunità che si interroga sul senso di sicurezza, convivenza e rispetto. Il presidio di via Divisione Garibaldi Osoppo rappresenta un punto di partenza, non di arrivo: un segnale forte affinché episodi simili non si ripetano e affinché la vicenda non venga dimenticata.