Pedemontana del Friuli: il viaggio in bici che incanta tra borghi, vigneti e fiumi selvaggi

Da Sacile a Gorizia in bici tra borghi, vigneti e fiumi: la Pedemontana del Friuli è un viaggio spettacolare nel Nordest.

06 marzo 2026 18:00
Pedemontana del Friuli: il viaggio in bici che incanta tra borghi, vigneti e fiumi selvaggi - Pedemontana del Friuli
Pedemontana del Friuli
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Un itinerario che unisce natura, storia, borghi antichi e scorci capaci di lasciare senza fiato. La Pedemontana del Friuli è oggi uno dei percorsi cicloturistici più affascinanti del Nordest, un tracciato di circa 180 chilometri che corre ai piedi delle Alpi friulane e accompagna i viaggiatori da Sacile fino a Gorizia, attraversando alcuni degli angoli più autentici del Friuli Venezia Giulia.

Non si tratta soltanto di una lunga pedalata, ma di una vera immersione nel territorio. Questo percorso, premiato con l’Oscar del Cicloturismo 2024, è diventato negli ultimi mesi uno dei simboli del turismo lento e sostenibile, capace di valorizzare paesaggi, tradizioni e piccoli centri spesso fuori dai circuiti più battuti.

Sacile, elegante porta d’ingresso della pedemontana

Il viaggio parte da Sacile, borgo raffinato e ricco di fascino, spesso definito il Giardino della Serenissima. Basta uno sguardo ai canali, ai ponti, ai palazzi affacciati sull’acqua e alle piazze del centro per capire il motivo di questo soprannome. Il Livenza attraversa la città e regala scorci che ricordano, in piccolo, Venezia.

Sacile è anche un punto di partenza perfetto dal punto di vista logistico, perché si raggiunge facilmente in treno e consente quindi di salire in sella senza difficoltà. Per chi ama i borghi del Veneto e del Nordest, può essere interessante leggere anche i 10 borghi più belli del Veneto, un itinerario ideale da affiancare a un viaggio in bici tra storia e paesaggio.

Le sorgenti del Gorgazzo e la magia di Polcenigo

Lasciata Sacile, il tracciato regala subito una deviazione che vale il viaggio: le sorgenti del Gorgazzo. Qui l’acqua sgorga dal sottosuolo con colori impressionanti, tra il blu intenso e il verde smeraldo, in uno scenario naturale che sorprende anche chi conosce già bene il territorio friulano.

Poco dopo si raggiunge Polcenigo, altro borgo capace di unire atmosfera raccolta, pietra antica e silenzio. È uno di quei luoghi in cui il tempo sembra davvero rallentare, restituendo al viaggiatore una dimensione più autentica e rilassata.

Nel verde verso Maniago, tra silenzio e salite dolci

Uno dei tratti più belli della Pedemontana del Friuli è quello che si sviluppa tra Marsure, boschi ombrosi e strade secondarie immerse nella natura. Qui il percorso sale gradualmente, senza strappi impossibili, accompagnando il ciclista attraverso un paesaggio fatto di alberi, profumo di erba bagnata e un silenzio che rende tutto ancora più suggestivo.

Si arriva così a Maniago, considerata la quota più alta, seppur relativa, dell’intero percorso. La città è famosa in tutto il mondo per la sua storica produzione di coltelli, lame e utensili da taglio, una tradizione che ha reso il nome di Maniago sinonimo di artigianalità e qualità.

Maniago e la tradizione delle lame conosciuta nel mondo

Parlare di Maniago significa parlare di una delle eccellenze manifatturiere del Friuli. Qui da secoli si producono lame, forbici, coltelli professionali e strumenti da taglio apprezzati anche all’estero. È una cultura del lavoro che affonda le radici nella storia e che ancora oggi contribuisce all’identità di questa parte della regione.

Il legame tra territorio, saper fare e impresa è uno dei grandi temi del Friuli contemporaneo, come dimostrano anche altre realtà raccontate dal territorio, ad esempio il patrimonio del Montasio DOP da tramandare alle nuove generazioni, simbolo di una cultura produttiva che guarda avanti senza perdere le proprie radici.

Tra fanna, Cavasso Nuovo e Meduno

Superata Maniago, la Pedemontana continua in una zona dove natura e piccoli centri dialogano in modo armonioso. Fanna è legata alla coltivazione delle mele antiche, mentre Cavasso Nuovo è conosciuta per la cipolla rossa. Poco più avanti si incontra Meduno, altro paese carico di identità e punto di passaggio verso una delle aree più note agli appassionati di volo libero.

Sopra queste zone, infatti, si trova il Monte Valinis, punto molto amato da parapendisti e deltaplanisti. Il paesaggio qui cambia ancora una volta: prati, colline, pendii e panorami aperti accompagnano la pedalata in una cornice di grande bellezza.

Travesio, arte, quiete e identità friulana

Il viaggio entra poi nel territorio di Travesio, luogo che conserva un fascino discreto ma profondo. Qui si percepisce in modo forte quell’anima friulana fatta di tranquillità, memoria, piccoli borghi e legame con la terra.

A Travesio e nei dintorni si trovano anche importanti testimonianze artistiche. Tra queste gli affreschi del Pordenone, uno dei grandi maestri del Cinquecento, che rendono questa tappa non solo paesaggistica ma anche culturale.

Verso Pinzano e il fascino del Tagliamento

Proseguendo verso Pinzano al Tagliamento, la Pedemontana incontra uno dei grandi protagonisti naturali della regione: il Tagliamento. Non è solo un fiume, ma una presenza costante e identitaria, spesso definita unica nel panorama europeo.

Il Tagliamento viene infatti considerato uno degli ultimi fiumi selvaggi d’Europa, perché il suo corso è rimasto in larga parte naturale, senza essere snaturato da grandi opere di canalizzazione. Pedalare nelle sue vicinanze significa muoversi in uno spazio aperto, potente, fatto di ghiaie, acqua, silenzi e luce.

Il lago di cornino e lo spettacolo dei grifoni

Uno dei momenti più emozionanti del percorso è il passaggio accanto al Lago di Cornino, piccolo specchio d’acqua dai colori straordinari. Qui il paesaggio cambia di nuovo e diventa quasi alpino, pur restando accessibile e armonioso.

L’area è conosciuta anche per il progetto di reintroduzione dei grifoni, grandi rapaci che oggi tornano a volare su queste terre. Vederli in cielo sopra il lago rappresenta uno spettacolo raro e potente, uno di quei momenti che trasformano una pedalata in un ricordo indelebile.

Gemona del Friuli, il simbolo della rinascita

Dopo decine di chilometri si arriva a Gemona del Friuli, città che porta impressa nella sua storia la ferita e la forza del terremoto del 1976. Gran parte del centro fu distrutta, ma la ricostruzione è diventata nel tempo un esempio straordinario di capacità, coesione e rispetto per la memoria.

Gemona fu ricostruita riutilizzando, dove possibile, i materiali degli edifici crollati. Passeggiando oggi per le sue vie si percepisce chiaramente questo lavoro immenso: il risultato è una città che appare curata, armoniosa e profondamente legata alla propria storia. Su questo tema resta molto forte anche il legame tra territorio, memoria e identità, come dimostrano altri racconti del Friuli più autentico, tra cui Venzone simbolo della rinascita del Friuli.

Il collegamento con l’Alpe Adria e il grande richiamo del cicloturismo

Proprio a Gemona la Pedemontana intercetta un altro asse fondamentale del cicloturismo europeo: la ciclovia Alpe Adria. Questo collegamento rafforza ulteriormente l’attrattività del Friuli Venezia Giulia per chi ama viaggiare su due ruote.

La regione, infatti, sta investendo sempre più sul turismo lento, sugli itinerari all’aria aperta e sulla valorizzazione del territorio. In questo quadro si inseriscono anche progetti legati alla promozione paesaggistica ed enologica, come l’accordo dei Consorzi di collina del Friuli Venezia Giulia per la promozione congiunta, che racconta bene quanto il tema del paesaggio sia oggi centrale.

Cividale del Friuli, storia millenaria e ponte del diavolo

La tappa successiva è Cividale del Friuli, città di fondazione romana il cui nome originario, Forum Iulii, ha dato il nome all’intera regione. È uno dei luoghi più importanti dal punto di vista storico e culturale del Friuli.

Qui il viaggio si carica di suggestioni antiche: il Ponte del Diavolo, il Duomo, le strade del centro e il fiume Natisone costruiscono un colpo d’occhio straordinario. Cividale è una città che mescola in modo naturale spiritualità, storia longobarda, pietra e acqua.

Tra colli, vigne e strade bianche verso Gorizia

L’ultima parte del percorso è forse quella più scenografica. La Pedemontana attraversa l’area del Collio, tra vigneti, saliscendi, strade sterrate e piccoli borghi sospesi tra Italia e Slovenia. È un paesaggio ordinato e vivo, dove il lavoro umano si fonde con la bellezza naturale.

Qui il cicloturismo incontra anche il grande racconto del vino friulano e della campagna di confine. In questo tratto si comprende davvero come il Friuli Venezia Giulia sia una terra di passaggio, incontro e contaminazione.

Gorizia, arrivo di un viaggio tra culture e confini

Il traguardo finale è Gorizia, città che storicamente rappresenta un crocevia di culture, lingue e identità diverse. Le sue architetture eleganti, il legame con il mondo mitteleuropeo e la posizione di confine la rendono una meta perfetta per chiudere questo viaggio.

Arrivare a Gorizia dopo 180 chilometri significa portarsi dietro un mosaico di immagini: i canali di Sacile, i boschi sopra Maniago, i borghi della pedemontana, il Tagliamento, Gemona, Cividale, i vigneti del Collio. È un itinerario che cambia continuamente volto, ma mantiene sempre una fortissima coerenza narrativa.

Proprio Gorizia e il suo territorio stanno vivendo una fase di grande attenzione culturale e identitaria, come testimoniano anche eventi e celebrazioni raccontati in questi giorni, tra cui Gorizia celebra 191 anni di storia e coraggio della Brigata Pozzuolo del Friuli.

Perché la Pedemontana del Friuli conquista sempre di più

La forza di questo itinerario sta nella sua capacità di mettere insieme tanti elementi diversi. C’è la natura, ma anche la storia. Ci sono i borghi, ma anche le grandi ferite e rinascite del territorio. C’è il vino, ci sono le montagne, i fiumi, le strade bianche, le tradizioni artigiane e il senso fortissimo di identità friulana.

È un percorso che può essere affrontato per intero oppure spezzato in più tappe, sfruttando anche la vicinanza della ferrovia in diversi punti. Proprio questa flessibilità lo rende adatto a pubblici diversi: cicloturisti esperti, amanti delle gravel, famiglie ben organizzate, viaggiatori lenti e appassionati di turismo esperienziale.

E per chi vuole continuare a scoprire il Friuli pedalando o camminando tra sport e territorio, un altro spunto utile arriva anche da Torna il Trofeo Friuli: nove gare tra montagne e mare, segnale di una regione sempre più attiva e attrattiva per chi ama vivere il paesaggio.

Un itinerario da vivere almeno una volta

La Pedemontana del Friuli non è soltanto una ciclovia: è un racconto lungo 180 chilometri che attraversa il cuore di una regione sorprendente. Da Sacile a Gorizia, tra acque limpide, borghi antichi, fiumi selvaggi, città simbolo e colline coltivate, questo viaggio sa restituire al visitatore una dimensione rara, fatta di bellezza concreta e autenticità.

È la prova che il Friuli Venezia Giulia non ha bisogno di artifici per stupire: bastano le sue strade, i suoi paesaggi e il suo carattere.

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