Natisone e Torre, in Regione si apre il dossier sulla Comunità di montagna

Simona Liguori sollecita un quadro aggiornato su fondi, servizi condivisi, opere e aiuti alle attività economiche dell’area friulana.

28 settembre 2026 11:05
Natisone e Torre, in Regione si apre il dossier sulla Comunità di montagna -
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Servizi messi in comune, cantieri da verificare, risorse da tracciare e sostegni alle imprese da misurare. Attorno alla Comunità di montagna del Natisone e Torre si concentra una nuova richiesta di chiarimento arrivata in Consiglio regionale, dove la consigliera Simona Liguori ha depositato un’interrogazione rivolta alla Giunta Fedriga.

Il tema tocca da vicino una parte importante del Friuli orientale, perché riguarda uno strumento pensato per coordinare funzioni e investimenti in un’area montana che da anni chiede collegamenti più efficienti, servizi stabili e capacità di trasformare i finanziamenti in interventi concreti.

L’atto presentato dalla consigliera di Patto per l’Autonomia-Civica Fvg punta a fare il punto dopo sei anni di attività della Comunità. L’obiettivo dichiarato è ottenere dati aggiornati e verificabili su ciò che è stato avviato, sui risultati raggiunti e sugli aspetti che invece richiedono correzioni o maggiore efficacia.

Focus su bilanci e impiego delle risorse

Tra i nodi sollevati c’è anzitutto la situazione economica dell’ente. Liguori chiede di conoscere l’entità dell’avanzo di amministrazione, come siano ripartite le diverse quote e se vi siano stati trasferimenti verso i Comuni che fanno parte della Comunità.

Il passaggio non è soltanto tecnico. Per i territori del Natisone e del Torre, capire dove finiscono le risorse disponibili significa valutare se la struttura stia riuscendo a sostenere in modo operativo le esigenze locali, dalle funzioni amministrative agli investimenti attesi dalle amministrazioni comunali.

Servizi associati, il punto chiesto alla Giunta

Un altro capitolo riguarda la gestione associata. Nell’interrogazione si domanda quanti siano oggi i servizi effettivamente condivisi, quali siano stati attivati dalla nascita della Comunità di montagna e se da questa organizzazione siano derivate economie o vantaggi misurabili.

Il cuore della questione è l’efficienza del modello. L’idea alla base delle Comunità di montagna è unire competenze e risorse per dare risposte più solide ai Comuni più piccoli e alle aree periferiche. La richiesta in Regione mira ora a capire quanto questo obiettivo sia stato davvero tradotto in pratica nel comprensorio friulano interessato.

Opere pubbliche e attenzione alla ciclabile verso il confine

Nel documento trova spazio anche lo stato di avanzamento delle opere pubbliche considerate più rilevanti. In particolare viene richiamato il collegamento ciclabile tra Pulfero e il confine di Stato, per il quale la consigliera domanda tempi, fondi impegnati e possibili elementi che abbiano rallentato il percorso.

Si tratta di un’infrastruttura che si inserisce nel tema più ampio dei collegamenti nelle valli friulane, un argomento tornato più volte nel dibattito pubblico locale. La richiesta di aggiornamento si affianca infatti ad altre sollecitazioni già avanzate nelle scorse settimane sul fronte dei servizi territoriali.

Aiuti alle imprese del territorio montano

L’interrogazione si concentra poi sul sostegno al sistema economico locale, con attenzione alle attività agricole, artigiane e commerciali. Vengono chiesti i numeri delle domande presentate, di quelle accolte, dei contributi effettivamente concessi e delle eventuali richieste rimaste fuori per mancanza di risorse.

Per un’area montana come quella del Natisone e del Torre, il peso di questi strumenti può essere decisivo. La verifica richiesta in Consiglio regionale punta proprio a capire se i meccanismi oggi disponibili siano in linea con i bisogni reali delle imprese che operano in territori meno centrali e più fragili sotto il profilo economico.

La richiesta finale: un monitoraggio stabile

Accanto ai singoli dati, Liguori domanda alla Giunta anche una valutazione più strutturata sul funzionamento delle Comunità di montagna. L’ipotesi è quella di introdurre un monitoraggio costante basato su indicatori leggibili: costi, servizi attivati, opere concluse, risparmi ottenuti e modalità di utilizzo dei fondi.

Per il Friuli delle valli e dei Comuni montani, la questione non riguarda solo l’assetto amministrativo. Riguarda la capacità di questi enti di incidere davvero sulla vita quotidiana delle comunità locali, offrendo risposte trasparenti su ciò che è stato fatto e su quello che resta ancora da realizzare.

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