Dallo scarto alla creazione: la materia protagonista di "The Matter Loop" a Gorizia
A Gorizia la mostra “The Matter Loop” trasforma materiali di scarto in opere d’arte tra sostenibilità e industria.
GORIZIA - Il rapporto tra arte contemporanea e sistema produttivo, non come semplice collaborazione o sponsorizzazione, ma come processo condiviso e spazio di ricerca. È quanto mette al centro a Gorizia la mostra The Matter Loop – Il ciclo della materia, a cura di Vincenzo Alessandria, negli spazi di The Circle (via Rastello 91).
Promosso da QuiAltrove Associazione ETS e sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del programma Arte per il pianeta, il progetto nasce da un presupposto chiaro: la materia non è mai neutra.
Il lato artistico della materia
Ogni materiale custodisce una storia, tecnica, industriale e culturale, che l’intervento artistico può riattivare, spostandola dal piano funzionale a quello simbolico.
Il punto di partenza è lo scarto: tessuti, metalli, residui organici e componenti tecnologiche. Materiali destinati al disuso che, una volta sottratti alla loro funzione originaria, non vengono semplicemente recuperati, ma interrogati. Le opere non nascondono la provenienza dei materiali, ma al contrario la rendono visibile, lasciando emergere tracce di lavorazione, imperfezioni e memorie.
Il titolo della mostra richiama poi un ciclo continuo, tra produzione, utilizzo, consumo, scarto e rigenerazione, che qui prende forma nella pratica.
Gli artisti entrano nei luoghi della produzione, osservano i materiali nel loro stato originario e li accompagnano in una trasformazione che non ne cancella l’identità, ma la stratifica e la rilancia.
Ne emerge una tensione fertile: da un lato la precisione e l’efficienza del sapere industriale, dall’altro il gesto artistico, capace di rallentare, deviare, aprire nuove possibilità. È in questo spazio intermedio che la materia si attiva, trasformandosi da residuo a campo di ricerca.
In questa prospettiva, The Matter Loop si configura come un dispositivo di relazione. Gli artisti Giulia Maria Belli, Nicola Facchini, Anna Marzuttini e Kristian Sturi lavorano a diretto contatto con quattro realtà produttive del territorio, Braida Srl SB, Postir Srl, Contea Cooperativa sociale e Infostar Srl Group, condividendo materiali, tempi e processi. Ne nasce così un dialogo in cui competenze tecniche e ricerca artistica si intrecciano in modo concreto.
I diversi linguaggi della materia
Le pratiche dei quattro artisti traducono questa complessità in linguaggi differenti.
Il tessile diventa superficie di memoria e relazione, il metallo si trasforma in campo percettivo tra riflesso e ossidazione, la materia organica costruisce paesaggi in equilibrio tra natura e intervento umano, mentre quella tecnologica si fa dispositivo instabile, sospeso tra energia e immaginazione.
Ciò che accomuna questi interventi è un approccio condiviso: non imporre una forma alla materia, ma lavorare con essa, lasciando che siano le sue qualità, resistenza, fragilità, memoria, a orientare il processo creativo.
In questo senso, la sostenibilità non è solo un tema, ma un metodo. Non si tratta di rappresentare l’ecologia, ma di praticarla: recuperare, riutilizzare, trasformare, senza cancellare le tracce del passato.
The Matter Loop suggerisce così una possibile direzione per il rapporto tra arte e impresa: un terreno comune di sperimentazione in cui produzione e creatività si ridefiniscono reciprocamente. In un momento in cui la sostenibilità rischia di ridursi a slogan, il progetto restituisce concretezza al tema, attraverso materiali, relazioni e processi reali.
La mostra è visitabile fino al 26 aprile.