Da Montereale Valcellina a Bassano, un libro racconta l’eredità industriale di Giuseppe Bordignon
Il 29 maggio a Palazzo Roberti la presentazione di “Oltre”, volume dedicato al fondatore del gruppo che dal 2020 comprende anche la zincheria friulana B&B.
C’è anche un tassello friulano nella storia che verrà raccontata il 29 maggio a Palazzo Roberti, a Bassano del Grappa, durante la presentazione del libro “Oltre”, dedicato a Giuseppe Bordignon. Il volume ripercorre il cammino umano e imprenditoriale del fondatore del Bordignon Group, realtà che oggi comprende anche lo stabilimento di Montereale Valcellina, nel Pordenonese.
L’appuntamento arriva nel decimo anniversario della scomparsa di Bordignon e propone il ritratto di un imprenditore che ha lasciato un segno profondo nel settore della zincatura a caldo. Al centro del libro ci sono la crescita del gruppo, la sua visione industriale e il modo in cui ha legato sviluppo aziendale, innovazione e attenzione per chi lavora.
Il legame con il Friuli occidentale
Per il territorio friulano il riferimento è soprattutto alla Zincheria B&B di Montereale Valcellina, entrata nel gruppo nel 2020. Si tratta di un’azienda nata nel 1983, sviluppata su un’area di 150 mila metri quadrati, con 7 mila metri quadrati coperti e circa 80 addetti.
L’ingresso del sito pordenonese ha rafforzato una rete produttiva costruita nel tempo e distribuita fra più sedi. Oggi il gruppo opera infatti con quattro impianti e una presenza commerciale che raggiunge l’Europa centro-orientale, mantenendo una dimensione industriale importante anche per i territori coinvolti.
Un percorso partito dal Vicentino e cresciuto nel tempo
La storia aziendale prende avvio nel 1972 a Rosà con la fondazione della Zincheria Valbrenta, ancora oggi quartier generale del gruppo. Successivamente sono arrivate altre tappe decisive: l’acquisizione della Zincheria SECA di Ala nel 1993, la nascita di DMW Logistic nel 2005 e l’apertura della Zincheria SA a Bucarest nel 2012.
Nel complesso il Bordignon Group conta circa 300 lavoratori, una capacità produttiva di 14 mila tonnellate al mese di acciaio zincato a caldo e oltre 110 mila tonnellate zincate ogni anno, con un fatturato superiore ai 56 milioni di euro. Nel consiglio di amministrazione siedono Anna Loro, membro fondatore, e i figli Diego, Michele e Walter Bordignon.
Il profilo di Giuseppe Bordignon nel volume
Nato a Rosà l’8 maggio 1947, perito industriale, Giuseppe Bordignon viene descritto nel libro come una figura capace di costruire un progetto solido partendo da basi semplici, fino a trasformarlo in un gruppo di rilievo internazionale. Il racconto si sviluppa anche attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto da vicino, intrecciando lavoro, famiglia e visione del territorio.
Dalle pagine emerge un’impostazione fondata su concretezza, capacità di leggere in anticipo i cambiamenti del mercato e investimento costante nella tecnologia. Accanto a questo, il volume insiste su un altro aspetto ritenuto centrale: l’idea dell’azienda come comunità di responsabilità e competenze, non solo come struttura produttiva.
Diego Bordignon sintetizza questo tratto spiegando che il libro vuole restituire non semplicemente una biografia imprenditoriale, ma una visione. Nelle sue parole, il fondatore seppe guidare il cambiamento di un’azienda poi diventata gruppo, anticipando opportunità industriali e costruendo relazioni basate su fiducia, rispetto e condivisione degli obiettivi.
La dimensione simbolica di “Oltre”
Il titolo del volume richiama un’idea precisa di crescita e continuità. Nel libro compare infatti un passaggio che presenta “Oltre” come una direzione, un modo di stare nel tempo e di cercare ogni giorno un passo in avanti, senza fermarsi a quanto già raggiunto.
È un’impostazione che, secondo la famiglia Bordignon, continua a vivere nella cultura del gruppo anche dopo la scomparsa del fondatore. La seconda generazione ha raccolto quell’eredità proseguendo tra consolidamento internazionale, nuovi investimenti e sviluppo organizzativo, mantenendo al centro il valore del lavoro e il rispetto per i collaboratori.
Fra i simboli della crescita del gruppo c’è anche l’impianto di Rosà, dove si trova la più grande vasca di zincatura d’Europa: lunga 16,5 metri, larga 2,8 e profonda 3,4, con una portata di 30 tonnellate e 1.119 tonnellate di zinco fuso mantenute a 450 gradi. Ma per il Friuli la notizia ha anche un altro significato: racconta una storia industriale che oggi coinvolge direttamente il Pordenonese e che trova nel sito di Montereale Valcellina uno dei suoi nodi produttivi più rilevanti.