Monte Cuar, le nuove scoperte nella Risorgiva di Eolo arrivano in sala a Forgaria
Il 10 ottobre alla Sala Murero una serata pubblica sulle più recenti esplorazioni nella cavità di Avasinis, con immagini, racconti e ingresso libero.
Una grotta poco visibile agli occhi di chi vive il territorio, ma capace di restituire ancora tratti inesplorati. A Forgaria nel Friuli, sabato 10 ottobre 2026, la Sala Murero ospiterà una serata dedicata alla Risorgiva di Eolo, il complesso sotterraneo del Monte Cuar che si apre in area di Avasinis, nel comune di Trasaghis.
L'incontro è fissato per le 20:30 in via Grap 11 e sarà aperto al pubblico. Per il Friuli collinare si tratta di un'occasione rara per entrare, almeno attraverso immagini e testimonianze, dentro uno dei sistemi carsici più articolati della regione.
Un racconto pubblico su cinque anni di lavoro sottoterra
Al centro della serata ci saranno le attività portate avanti dall'Unione Speleologica Pordenonese CAI, che negli ultimi anni ha rimesso mano a rilievi storici e settori già conosciuti della cavità per capire se esistessero ulteriori sviluppi.
Il lavoro ha prodotto risultati concreti: circa 250 metri di nuovi tratti individuati e, soprattutto, l'emersione di una prosecuzione sommersa nella parte allagata della grotta, oltre due chilometri dopo l'ingresso. A raccontare questa fase sarà anche lo speleosub Daniele Ceschin, protagonista delle esplorazioni più recenti, mentre la conduzione dell'appuntamento sarà affidata alla giornalista Alessandra Ressa.
Che cos'è la Risorgiva di Eolo
La cavità è nota da tempo nell'ambiente speleologico, ma resta poco frequentata dal grande pubblico. Il sistema già catastato supera i cinque chilometri di sviluppo e comprende passaggi stretti, gallerie, sale, corsi d'acqua interni, laghi, scivoli e salti d'acqua sotterranei.
Proprio questa complessità rende ogni avanzamento lento e impegnativo. Per raggiungere la zona d'immersione è stato necessario trasportare materiali e attrezzature per circa due chilometri all'interno della grotta, con un'organizzazione che ha coinvolto più persone e la preparazione di un campo base nel sottosuolo.
Oltre i sifoni, dove la mappa finiva
Le ricognizioni condotte da Ceschin hanno consentito di superare due sifoni, affrontando quasi 70 metri complessivi in immersione. Dopo i tratti allagati, l'esplorazione è proseguita per altri 300 metri in ambienti che fino ad allora non erano stati percorsi.
I due passaggi sommersi oltrepassati misurano circa 10 e 40 metri. Al di là di quei punti sono state raggiunte nuove gallerie con cascate, piccoli laghi e scivoli naturali, elementi che hanno permesso di aggiornare la documentazione della parte terminale della Risorgiva di Eolo.
Ceschin conosce bene questo ambiente: negli ultimi anni vi è entrato una trentina di volte e in quattro occasioni ha proseguito oltre i sifoni, spingendo più avanti il limite noto della cavità.
Il filmato della spedizione e i prossimi rientri
Durante la serata sarà proiettato anche un video girato nelle recenti esplorazioni speleosubacquee, con audio e immagini originali. Il pubblico potrà seguire il percorso completo della squadra, dal trasporto dei materiali fino all'immersione e all'accesso ai nuovi ambienti sotterranei.
Il lavoro, intanto, non si chiude qui. Le gallerie individuate lasciano immaginare ulteriori prosecuzioni e il gruppo ha già previsto di tornare nella cavità nel corso dell'inverno. Nella prossima fase delle immersioni Daniele Ceschin sarà affiancato, a rotazione, dai suoi figli.
Per Forgaria e per l'area del Monte Cuar l'appuntamento rappresenta anche un momento di restituzione al territorio: un modo per far conoscere un patrimonio nascosto che si trova a breve distanza dai paesi, ma che continua a conservare un forte margine di mistero.