Montasio, rientra da solo dopo la caduta ma il telefono non prende: recuperato un trentenne ai Piani

L’escursionista, un cittadino croato, era riuscito a lanciare l’allarme prima di perdere i contatti. Aveva una spalla lussata ed è stato portato a Tolmezzo.

16 settembre 2026 09:43
Montasio, rientra da solo dopo la caduta ma il telefono non prende: recuperato un trentenne ai Piani -
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Si è conclusa al parcheggio dei Piani del Montasio, e non in quota, la ricerca avviata nel tardo pomeriggio per un escursionista di 30 anni rimasto ferito durante la discesa. Il giovane, cittadino croato, è riuscito a rientrare autonomamente fino a valle nonostante una spalla lussata, dopo aver perso ogni contatto telefonico con i soccorritori.

L’episodio è avvenuto nell’area del Montasio, nel territorio di Chiusaforte. L’allarme era partito attorno alle 17, quando l’uomo aveva chiamato il 112 spiegando di essere caduto fuori dal tracciato. Subito dopo, però, il cellulare non è stato più raggiungibile e la posizione esatta non poteva essere ricostruita.

Il ritrovamento ai Piani del Montasio

La svolta è arrivata poco prima delle 19, quando il trentenne è stato individuato al parcheggio dei Piani del Montasio. Era arrivato lì da solo, stremato dalla discesa e dalle difficoltà incontrate lungo il percorso.

Secondo quanto ricostruito in seguito, l’escursionista era sceso dalla scala Pipan ed era caduto sul sentiero attrezzato Leva, a circa 2 mila metri di altitudine, più o meno a metà itinerario. Pur ferito, ha continuato lentamente a perdere quota fino a raggiungere il parcheggio.

Nuvole basse e rete assente hanno complicato tutto

A rendere più difficile la situazione non è stato soltanto l’infortunio. In zona erano presenti nubi che hanno limitato anche l’attività in volo, mentre l’assenza di copertura telefonica ha impedito al giovane di aggiornare la centrale sulla propria posizione.

Una volta arrivato ai Piani del Montasio, aveva anche provato a rimettere in funzione il telefono con una ricarica parziale per richiamare il 112. Il tentativo, però, non è andato a buon fine proprio per mancanza di segnale.

Mobilitazione tra terra e cielo

Dopo la prima chiamata, la Sores ha attivato la stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino, insieme a Guardia di finanza, Vigili del fuoco, elisoccorso regionale e ambulanza. In tutto sono stati impegnati dodici soccorritori.

L’elicottero sanitario ha portato una parte delle squadre verso la cima del Montasio, da dove è iniziata la perlustrazione in discesa, concentrata in particolare lungo la scala Pipan. Parallelamente sono proseguiti i sorvoli, resi però più complessi dalle condizioni meteo in quota.

Le cure dopo il rientro

Una volta raggiunto il parcheggio, il giovane è stato visitato dal medico dell’elisoccorso regionale. Le sue condizioni hanno confermato l’infortunio alla spalla e un forte affaticamento dovuto alla lunga discesa affrontata in autonomia.

Dopo la prima valutazione sanitaria, l’escursionista è stato affidato al personale dell’ambulanza per il trasferimento all’ospedale di Tolmezzo. Le operazioni si sono concluse attorno alle 20, dopo circa tre ore di ricerca nell’area del Montasio.

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