Montagna friulana, da Forni di Sopra il richiamo al confronto: Zannier invita a soluzioni su misura
All’incontro per i dieci anni di Dolomiti Mountain School, l’assessore regionale ha insistito su un punto: nelle aree UNESCO non esiste un modello unico.
Per i territori di montagna non esiste una risposta buona per tutti. È da questo passaggio che, a Forni di Sopra, l’assessore regionale Stefano Zannier ha impostato il suo intervento durante l’appuntamento dedicato ai dieci anni di Dolomiti Mountain School e alle sfide che attendono le comunità alpine.
L’incontro, ospitato domenica 12 settembre 2026 nel centro carnico, ha riportato l’attenzione su un tema che riguarda da vicino anche il Friuli montano: come tenere insieme sviluppo, permanenza delle persone e capacità di leggere bisogni molto diversi da valle a valle.
Il messaggio emerso dal dibattito
Nel suo intervento, Zannier ha sottolineato il valore del confronto tra esperienze differenti, spiegando che proprio dal dialogo possono arrivare spunti utili ai singoli territori. Non come formule da applicare in automatico, ma come indicazioni da adattare alle realtà locali.
Il punto centrale, secondo l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, è che le aree comprese nelle Dolomiti UNESCO non sono tutte uguali. Cambiano caratteristiche, necessità e condizioni di partenza, e questo rende difficile immaginare una soluzione valida in modo indistinto per ogni comunità.
Forni di Sopra al centro della riflessione sulla montagna
L’iniziativa “Dolomiti Mountain School - Il bilancio di dieci anni e le nuove sfide della montagna” ha offerto così uno spazio di discussione su questioni di rilievo per il futuro delle terre alte. Da Forni di Sopra è arrivata una riflessione che tocca un nodo concreto: restare in montagna e farla crescere richiede risposte costruite sulla specificità dei luoghi.
Zannier ha osservato che nel confronto sono affiorate molte proposte, ma non tutte possono trovare applicazione ovunque. Proprio per questo, il dibattito viene considerato utile quando riesce a far emergere idee praticabili almeno in parte, senza inseguire schemi rigidi.
Il metodo indicato dall’assessore
Un altro passaggio evidenziato durante l’incontro riguarda l’approccio con cui affrontare i temi della montagna. Per l’assessore, anche quando le posizioni sono lontane, il confronto resta un elemento positivo se aiuta a tenere aperta la discussione su questioni di alto profilo.
Nel suo ragionamento, nessuno può pensare che la propria lettura sia l’unica possibile. Riconoscere che esistono visioni diverse, ha rimarcato, è una condizione necessaria per evitare contrapposizioni sterili e cercare invece percorsi utili alle comunità coinvolte.
La giornata di Forni di Sopra si inserisce nel cammino di Dolomiti Mountain School, che ha voluto fare il punto su dieci anni di attività guardando alle prospettive future. Dal confronto, nelle parole di Zannier, arriva soprattutto un’indicazione di metodo: ascoltare i territori e calibrare gli interventi sulle loro esigenze reali.