Monfalcone celebra i radioamatori: in Municipio cinquant’anni di servizio tra tecnologia e protezione civile

Fino all’8 maggio 2026 l’atrio comunale ospita una mostra sulla sezione ARI nata nel 1976, con apparati storici, pannelli e materiali legati al terremoto del Friuli.

06 maggio 2026 18:43
Monfalcone celebra i radioamatori: in Municipio cinquant’anni di servizio tra tecnologia e protezione civile -
Condividi

Non è soltanto una rassegna di apparecchi e documenti: a Monfalcone la mostra dedicata all’Associazione Radioamatori Italiani racconta un pezzo di storia civile del territorio, legato alla capacità di mantenere i collegamenti quando i sistemi ordinari vengono meno.

L’esposizione è stata allestita nell’atrio del Municipio, in piazza della Repubblica 8, e ripercorre i cinquant’anni della sezione locale dell’ARI, formalmente nata nel 1976. Una data che in Friuli Venezia Giulia richiama inevitabilmente il terremoto, quando le comunicazioni radio ebbero un ruolo decisivo nelle prime ore dell’emergenza.

Proprio in quel contesto i radioamatori monfalconesi si attivarono rapidamente, predisponendo una postazione all’interno del palazzo comunale per ristabilire i contatti con le zone colpite dal sisma e agevolare il coordinamento degli interventi.

Una memoria locale che parla a tutto il Friuli

Il percorso espositivo mette al centro questa esperienza, ma allarga lo sguardo anche al contributo offerto dai volontari nel corso dei decenni. Il messaggio che emerge è chiaro: accanto alla passione tecnica, c’è stata una funzione concreta di supporto alla comunità, soprattutto nei momenti più delicati.

Durante l’inaugurazione, la parlamentare Anna Maria Cisint ha richiamato il valore dell’impegno dei radioamatori per il territorio, soffermandosi in particolare su quanto avvenne nel 1976, quando i collegamenti radio aiutarono istituzioni e soccorritori nelle fasi iniziali dell’emergenza e della ripartenza.

Anche l’assessore allo Sport Fabio Banello ha ricordato la presenza dell’associazione nelle iniziative cittadine, citando tra gli esempi la marcia “Solidarietà è Vita”, a conferma di un’attività che non si limita alle calamità ma accompagna anche eventi e manifestazioni pubbliche.

Dagli apparati storici al racconto dei volontari

Nello spazio allestito in Municipio trovano posto otto pannelli informativi, un sismografo e vari apparati radio. Alcuni di questi strumenti risalgono proprio agli anni del terremoto del Friuli e restituiscono in modo immediato il clima di quel periodo, segnato da necessità pratiche e spirito di servizio.

La mostra prova così a condensare una vicenda iniziata negli anni Settanta, quando un gruppo di appassionati trasformò le competenze radio in una risorsa utile anche sul piano sociale. Un binomio, quello tra tecnica e volontariato, che ha accompagnato la crescita della sezione monfalconese.

Il consigliere regionale Antonio Calligaris ha posto l’accento sulla preparazione dei radioamatori nei contesti operativi più complessi. Antonio Boemo, che nel 1976 coordinava l’attività durante il sisma, ha invece ricordato quanto le comunicazioni via radio restino fondamentali quando le altre tecnologie non sono disponibili o risultano compromesse.

Un anniversario che guarda anche al futuro

Nel corso del tempo l’ARI Monfalcone ha preso parte a interventi connessi a terremoti, alluvioni ed emergenze sanitarie, affiancando a queste attività il supporto in eventi sportivi e manifestazioni, con compiti legati alla tenuta delle comunicazioni e alla gestione delle informazioni.

Il presidente della sezione, Ciro Vitiello, ha presentato l’iniziativa come un racconto sintetico ma rappresentativo dell’identità dei volontari. Sulla stessa linea Giovanni Giol, presidente regionale dei radioamatori, che ha evidenziato il percorso di crescita della realtà monfalconese e la presenza di operatori qualificati impegnati anche nell’aggiornamento del servizio.

La mostra sarà visitabile fino all’8 maggio 2026. Le celebrazioni per il cinquantenario continueranno venerdì 9 maggio alle 11 nella sede dell’associazione, in via Bartolomeo Colleoni 3, dove è in programma la presentazione del volume “50°, 1976-2026, Mezzo secolo di solidarietà”.

Segui Prima Friuli