Monfalcone apre il Municipio all’arte: fino al 2 settembre la personale di Raiquen Arduini
Nell’atrio del Palazzo comunale il percorso pittorico “Dai sogni alla realtà”, firmato dall’artista residente in città e legato ai temi della fragilità e della speranza.
L’atrio del Municipio di Monfalcone torna a proporsi come spazio culturale cittadino con una nuova esposizione aperta al pubblico. Protagonista è Raiquen Arduini, artista argentina di origini italiane che vive da tempo a Monfalcone, presente con la personale “Dai sogni alla realtà”.
La mostra, inaugurata in mattinata, rimarrà visitabile fino a mercoledì 2 settembre 2026. L’iniziativa porta nel cuore del palazzo comunale un lavoro pittorico che mette insieme dimensione intima e lettura del presente, affidando al colore un ruolo centrale nel racconto delle emozioni e delle tensioni del nostro tempo.
Un percorso espositivo nel cuore del palazzo comunale
L’allestimento trova spazio nell’atrio del Palazzo comunale, ambiente che l’amministrazione monfalconese ha scelto negli anni anche per ospitare appuntamenti artistici. Il sindaco Luca Fasan ha richiamato proprio questa funzione del Municipio, pensato dopo la riqualificazione come luogo aperto alla città e capace di accogliere il lavoro di chi opera sul territorio.
Per i visitatori gli orari sono già definiti: ingresso dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, con due finestre aggiuntive nel pomeriggio, il lunedì e il mercoledì, dalle 15.30 alle 17.30.
La ricerca di Raiquen Arduini tra discipline diverse
Nel progetto espositivo di Arduini la pittura diventa uno strumento per osservare la condizione umana contemporanea. Nelle opere riaffiorano contrasti continui, tra chiarore e ombra, vulnerabilità e slancio, dolore e possibilità di riscatto, in un dialogo che non resta solo personale ma si allarga a una riflessione più ampia.
Alla base del suo percorso c’è anche una formazione universitaria alla Facoltà di Architettura, intrecciata con interessi che toccano psicologia, sociologia, antropologia, storia e geografia. Questo impianto culturale si traduce in una pittura costruita con tonalità primarie, secondarie e complementari, sovrapposte con una tecnica che richiama il puntinismo ma viene sviluppata con una cifra autonoma.
I soggetti ricorrenti e il dialogo con chi guarda
Tra le immagini che tornano con maggiore frequenza compaiono i bambini, letti come emblema di innocenza esposta alla violenza e alle ingiustizie. Accanto a loro si incontrano figure femminili allungate e leggere, attraverso cui l’artista sposta la ricerca su un terreno più interiore e psicologico.
Quando invece la composizione si fa corale, il linguaggio visivo si avvicina maggiormente a registri surrealisti e astratti. Figure e colori si dispongono come parti di un mosaico più grande, pensato per coinvolgere chi osserva non soltanto sul piano estetico ma anche su quello emotivo.
Ad accompagnare l’apertura della mostra è stata la presentazione della critica d’arte Maria Palladino, che nel testo dedicato alle opere evidenzia la capacità del lavoro di Raiquen Arduini di invitare il pubblico a entrare idealmente nella scena rappresentata e a misurarsi con i temi che la attraversano. Per Monfalcone è un nuovo appuntamento culturale accessibile nel quotidiano, dentro uno degli spazi più centrali della città.