Miramare tra le aree più calde d’Italia: il mare sopra media fino a 4,63 gradi

Le prime analisi del progetto Mare Caldo collocano anche l’area triestina tra i punti più colpiti: in autunno aumenta l’attenzione sui fenomeni intensi.

A cura di Web Team Web Team
02 ottobre 2026 17:24
Miramare tra le aree più calde d’Italia: il mare sopra media fino a 4,63 gradi -
Condividi

Il dato che riguarda più da vicino il Friuli Venezia Giulia arriva da Miramare, dove nell’estate 2026 il mare ha toccato uno scarto massimo di +4,63°C rispetto alla media climatica degli ultimi trent’anni. La rilevazione colloca l’Area Marina Protetta del golfo di Trieste tra i casi più significativi emersi nelle prime elaborazioni diffuse da Greenpeace nell’ambito del progetto Mare Caldo.

Per il tratto di costa regionale non si tratta soltanto di un indicatore ambientale. Un Mediterraneo che accumula più energia durante i mesi estivi, spiegano i promotori dell’analisi, può incidere anche sulla stagione successiva, creando condizioni favorevoli a episodi meteo più violenti quando arrivano aria più fresca e perturbazioni autunnali.

Da maggio 2026 in avanti, nelle zone finora esaminate, sono state osservate diverse ondate di calore marine. Le temperature superficiali registrate durante l’ultima estate risultano inoltre superiori di circa un grado rispetto a quelle dell’estate precedente, con le anomalie più persistenti concentrate fra giugno e agosto.

Mare caldo, estate 2026 da record anche a Miramare: Greenpeace avverte sui rischi

Miramare nel gruppo delle aree più colpite

Il monitoraggio presentato da Greenpeace riguarda per ora sei località scelte come campione di un’analisi più ampia che coinvolge 14 aree marine italiane. In questo primo quadro compaiono Isola d’Elba, Portofino, Miramare, Isole Tremiti, Plemmirio e Ustica.

Il valore più elevato è stato rilevato all’Isola d’Elba, con un’anomalia di +4,95°C al termine di una lunga ondata di calore marina durata 68 giorni. Subito dietro compaiono proprio Miramare con +4,63°C, Ustica con +4,54°C e Portofino con +4,36°C. Per il Friuli Venezia Giulia, quindi, il segnale emerso dal golfo triestino è tra i più marcati dell’intero campione finora esaminato.

Mare caldo, estate 2026 da record anche a Miramare: Greenpeace avverte sui rischi

L’elaborazione è stata realizzata con il contributo scientifico di Riccardo Martellucci dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, OGS. Oltre ai rilievi della temperatura superficiale del mare, il lavoro ha utilizzato anche il modello Med-Physics del Copernicus Marine Service per leggere l’evoluzione termica non solo in superficie ma lungo l’intera colonna d’acqua.

Che cosa può cambiare con l’arrivo dell’autunno

Secondo Antonello Pasini, fisico climatologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, quanto osservato nell’estate appena conclusa è coerente con uno scenario in cui il Mediterraneo immagazzina quantità sempre maggiori di calore. Questo surplus energetico, trasferito all’atmosfera insieme a più umidità, può alimentare precipitazioni più intense e fenomeni severi.

Nel passaggio tra fine estate e autunno il contrasto tra un mare ancora molto caldo e masse d’aria più fredde può diventare un fattore importante. Tra gli eventi indicati nell’analisi figurano supercelle temporalesche, raffiche molto forti, trombe marine o d’aria, tornado e anche i cosiddetti uragani mediterranei.

Mare caldo, estate 2026 da record anche a Miramare: Greenpeace avverte sui rischi

Mare caldo, estate 2026 da record anche a Miramare: Greenpeace avverte sui rischi

Non solo meteo: i segnali sugli ecosistemi marini

Il progetto richiama anche le conseguenze biologiche del surriscaldamento del mare. Greenpeace segnala situazioni di stress termico che possono riguardare gorgonie e coralli, oltre a una maggiore presenza di specie aliene e termofile nel Mediterraneo.

Un caso osservato direttamente nelle ultime settimane è quello di Ustica, dove i sub dell’associazione hanno documentato fenomeni estesi di necrosi, sbiancamento e mortalità che sarebbero compatibili con il caldo eccezionale del 2026. Secondo quanto riferito, dall’avvio del progetto nel 2019 non erano mai emersi effetti così evidenti fino a 40 metri di profondità.

Mare caldo, estate 2026 da record anche a Miramare: Greenpeace avverte sui rischi

Per il Friuli Venezia Giulia, il dato di Miramare aggiunge dunque un elemento concreto a un quadro mediterraneo sempre più caldo. Il tema riguarda insieme tutela ambientale, osservazione scientifica e attenzione per i mesi autunnali, quando il calore accumulato in mare può trasformarsi in un fattore di rischio anche per il territorio costiero.

Segui Prima Friuli