Minoranza slovena in Parlamento, dal Friuli Venezia Giulia la proposta Pd per cambiare le candidature

Presentato a Trieste un emendamento alla riforma elettorale: nessun seggio dedicato, ma un meccanismo per spingere i partiti a indicare nomi in posizione utile.

A cura di Web Team Web Team
29 giugno 2026 17:43
Minoranza slovena in Parlamento, dal Friuli Venezia Giulia la proposta Pd per cambiare le candidature -
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La partita sulla legge elettorale tocca da vicino anche il Friuli Venezia Giulia, dove il tema della rappresentanza della minoranza slovena torna al centro del confronto politico. A Trieste il Partito democratico ha illustrato un emendamento che punta a rendere più concreta la possibilità di eleggere candidati sloveni in Parlamento.

L’impianto della proposta, spiegano le promotrici, non passa dall’istituzione di un posto riservato. L’idea è invece quella di introdurre un criterio capace di orientare i partiti verso candidature collocate in una fascia davvero competitiva delle liste.

A presentare l’iniziativa sono state la senatrice Tatjana Rojc e la deputata Debora Serracchiani. Il punto ritenuto decisivo per la regione è che il meccanismo verrebbe costruito senza toccare il numero dei seggi attribuiti al Friuli Venezia Giulia.

Un intervento pensato per la rappresentanza regionale

Nel ragionamento illustrato a Trieste, la tutela della comunità slovena deve trovare spazio entro i limiti previsti dall’ordinamento costituzionale italiano. Proprio per questo, ha spiegato Rojc, non sarebbe praticabile la strada di un seggio garantito in senso stretto.

Da qui la scelta di lavorare su una soluzione diversa, elaborata anche con il supporto di competenze tecniche, che agisca come incentivo politico. L’obiettivo resta quello di aumentare le possibilità di elezione di esponenti della minoranza, senza alterare l’equilibrio dei collegi e della rappresentanza complessiva regionale.

Il riferimento al modello già usato altrove

Nel corso della presentazione è stato richiamato il sistema adottato per la comunità ladina in Trentino-Alto Adige. Quel precedente viene indicato come base di ispirazione per costruire una norma che favorisca la presenza di candidati sloveni in posizioni non simboliche, ma realmente spendibili sul piano elettorale.

Per il Friuli Venezia Giulia il tema ha un peso politico particolare, perché riguarda una minoranza storica radicata nel territorio e il modo in cui questa presenza riesce a trovare voce nelle istituzioni nazionali. La proposta del Pd si muove proprio su questo terreno.

Le obiezioni del Pd alla riforma in discussione

Serracchiani ha definito l’emendamento un banco di prova per la maggioranza, ricordando le aperture che negli anni sono state espresse verso il mondo sloveno. Secondo la deputata dem, il voto su questa modifica dirà quanto quelle disponibilità siano effettive nel passaggio parlamentare.

La parlamentare ha poi allargato il discorso all’intera riforma elettorale, sostenendo che il testo in discussione non nasca con l’obiettivo di rafforzare la stabilità, ma con quello di accentrare il potere. Rojc ha posto l’accento anche su un altro aspetto: l’eventuale ricorso alla fiducia ridurrebbe gli spazi per correggere una norma che tocca la rappresentanza delle minoranze e, più in generale, il ruolo della regione a Roma.

Legge elettorale, a Trieste l’emendamento Pd per favorire la minoranza slovena
Legge elettorale, a Trieste l’emendamento Pd per favorire la minoranza slovena

Nel suo intervento, la senatrice ha inoltre auspicato un passo del nuovo Governo sloveno nei confronti dell’esecutivo italiano guidato da Giorgia Meloni, richiamando l’iniziativa assunta in precedenza da Lubiana. Ha quindi chiesto coerenza ai rappresentanti del centrodestra, sia a livello nazionale sia regionale, che in passato si erano espressi sulla questione.

Iter parlamentare ancora incerto

A sostenere l’emendamento c’è anche il deputato Gianni Cuperlo, firmatario della proposta insieme ad altri esponenti dem e intervenuto con un videomessaggio. Cuperlo ha osservato che, finora, la presenza della minoranza slovena in Parlamento è dipesa soprattutto dalle scelte volontarie dei partiti.

Quanto al percorso in Parlamento, è stato riferito che dalla maggioranza sarebbe arrivata la richiesta di accantonare l’emendamento. Un segnale che non induce all’ottimismo, anche perché la riforma viene considerata molto difficilmente modificabile, ma il confronto dovrebbe continuare anche durante l’esame in Aula.

Alla conferenza stampa è stato letto anche un messaggio di saluto inviato da Valentina Repini, coordinatrice regionale della componente slovena del Pd Fvg. Il dossier, intanto, resta aperto e per il Friuli Venezia Giulia si conferma uno dei passaggi più delicati nel rapporto tra rappresentanza politica e tutela delle minoranze linguistiche.

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