Menù scolastici nel Pordenonese, la Lega porta il caso in Regione

Lucia Buna annuncia un Ordine del Giorno dopo le discussioni sui pasti 2026/2027 e sulla possibile uscita della carne di maiale dalle mense.

15 ottobre 2026 17:47
Menù scolastici nel Pordenonese, la Lega porta il caso in Regione -
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La discussione sui pasti serviti a scuola nel Pordenonese si sposta ora sul piano politico regionale. A intervenire è la consigliera della Lega Lucia Buna, che ha annunciato la presentazione di un Ordine del Giorno dopo le notizie circolate sui menù previsti per l'anno scolastico 2026/2027.

Al centro della presa di posizione c'è l'ipotesi che in alcune mense scolastiche possa non comparire più la carne di maiale, mentre verrebbero proposte preparazioni legate ad altre tradizioni alimentari. Una scelta che, secondo l'esponente leghista, merita un chiarimento pubblico.

Il nodo sollevato sui pasti a scuola

Nella nota diffusa, Buna sostiene che l'apertura a piatti diversi non rappresenti di per sé un problema. Cita, tra gli esempi, pietanze come pollo al curry e cous cous, che a suo avviso possono convivere con l'offerta abituale delle mense.

La critica riguarda piuttosto l'eventuale sostituzione di alimenti considerati parte della tradizione locale e nazionale. Per la consigliera, il punto non è escludere novità dal menù, ma evitare che queste prendano il posto di preparazioni radicate nelle abitudini del territorio.

Il richiamo all'esperienza personale

Buna richiama anche la propria esperienza familiare con la refezione scolastica. Ricorda che i figli hanno frequentato la mensa e che non tutti i piatti risultavano graditi, facendo l'esempio del pesce lesso.

Da questo episodio trae una considerazione più ampia: la mensa, osserva, ha anche una funzione educativa, perché abitua i bambini ad assaggiare cibi meno conosciuti o inizialmente poco apprezzati, senza che ogni pietanza sgradita venga automaticamente eliminata.

La questione della carne di maiale

Un altro passaggio della nota riguarda la motivazione dell'eventuale esclusione della carne di maiale. Secondo Buna, se la decisione fosse legata esclusivamente a criteri nutrizionali, ci si aspetterebbe un ragionamento analogo anche su altri alimenti presenti nei menù.

Per questo la consigliera ritiene che dietro la scelta possano pesare anche valutazioni di carattere culturale o religioso. Proprio su questo aspetto chiede che il confronto sia trasparente e che venga chiarito quale impostazione stia guidando la definizione dei pasti nelle scuole del Pordenonese.

Il tema dell'integrazione e delle tradizioni

Nel suo intervento, l'esponente regionale sostiene che il rispetto per esigenze alimentari differenti debba andare di pari passo con la tutela della cucina del territorio. A suo giudizio, l'integrazione non può tradursi nella rinuncia ai piatti che fanno parte della cultura locale.

La posizione espressa è che i bambini che crescono in Friuli debbano poter conoscere anche la tradizione gastronomica italiana e friulana, in un percorso che venga inteso come reciproco. Il tema, quindi, non resta limitato alla composizione dei menù, ma tocca anche il rapporto tra scuola, identità locale e convivenza tra abitudini diverse.

Con l'annuncio dell'Ordine del Giorno, la vicenda è destinata ora ad approdare nel dibattito istituzionale regionale, mentre sul territorio resta aperto il confronto su come conciliare pluralità delle esigenze e continuità con le consuetudini alimentari delle mense scolastiche.

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