A Meduno due giornate per i 50 anni dal sisma: studenti, memoria e un percorso nel paese

Il 5 e 6 maggio il ricordo del terremoto del 1976 tra incontri pubblici, una mostra diffusa nelle vie del paese e il raccoglimento alle 21.02.

02 maggio 2026 10:33
A Meduno due giornate per i 50 anni dal sisma: studenti, memoria e un percorso nel paese -
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Meduno si prepara a ricordare il terremoto del Friuli del 1976 con un programma costruito attorno alla memoria del paese e al coinvolgimento delle nuove generazioni. A cinquant’anni da quella notte, l’amministrazione ha organizzato due giornate che uniscono testimonianza, ricerca storica e momenti condivisi dalla comunità.

Il cuore dell’iniziativa è la volontà di riportare al centro una pagina che ha segnato profondamente il territorio, non solo sul piano della distruzione ma anche su quello della ricostruzione. Per questo il calendario mette accanto appuntamenti culturali, il lavoro svolto dagli studenti e un momento di raccoglimento all’ora esatta della scossa.

Il via a Palazzo Colossis con Toni Capuozzo

Il primo appuntamento è in programma martedì 5 maggio alle 18.30 a Palazzo Colossis. Qui sarà presentato il libro “Una piccola guerra” con la partecipazione dell’autore Toni Capuozzo.

L’incontro aprirà idealmente il percorso commemorativo che entrerà nel vivo il giorno successivo, quando il ricordo del sisma passerà anche attraverso il racconto dei ragazzi della scuola di Meduno e una nuova iniziativa pensata per restare nel tempo.

Gli studenti raccontano il terremoto e nasce una mostra permanente

Mercoledì 6 maggio alle 18, sempre a Palazzo Colossis, saranno gli alunni della Scuola secondaria di Meduno a proporre una riflessione sul terremoto del Friuli a mezzo secolo di distanza. Subito dopo verrà inaugurata la mostra “Percorso permanente lungo le vie di Meduno”, realizzata con la collaborazione di Studio Fabbro.

Non si tratta di un’esposizione chiusa in uno spazio unico, ma di un itinerario diffuso nel paese. Il progetto collega alcuni luoghi significativi di Meduno a fotografie storiche che documentano gli stessi scorci dopo il sisma, mettendo così a confronto il presente con ciò che accadde nel 1976.

Alla base del percorso c’è il lavoro di ricerca portato avanti dagli studenti della classe seconda B, impegnati nell’analisi delle fonti, nell’ascolto dei testimoni e nella selezione di oltre trecento immagini. Un’attività che ha trasformato il ricordo in esperienza concreta e in un patrimonio condiviso con tutta la comunità.

Come ha spiegato l’assessora alla cultura e docente di storia Chiara De Stefano, l’obiettivo era dare al progetto una dimensione concreta sul territorio, creando qualcosa di duraturo e capace di fare da ponte tra chi ha vissuto il terremoto e chi oggi ne conosce solo il racconto. Gli studenti, ha sottolineato, hanno avuto un ruolo centrale nella scelta dei materiali e nello sviluppo dell’iniziativa.

Le tappe del percorso e il coinvolgimento della comunità

Il tracciato della mostra accompagnerà residenti e visitatori in vari punti simbolici del paese: dalla chiesa di Santa Maria Maggiore a via Magnani, da via Taviela alla scuola dell’infanzia, passando per via Rio Maggiore, via Nuova e piazza Miani. In ogni tappa immagini e testi metteranno in relazione il volto attuale di Meduno con quello ferito dal terremoto.

Per l’inaugurazione il Comune ha invitato anche gli ex sindaci ancora in vita: Amedeo Beacco, Lino Canderan, Oreste Vanin e Antonio De Stefano. La loro presenza vuole rappresentare un segno di continuità istituzionale e un riconoscimento al contributo dato nel tempo alla vita del paese.

La sera del 6 maggio il ricordo all’ora esatta della scossa

La commemorazione proseguirà mercoledì sera alle 20 nella chiesa parrocchiale di Meduno, dove sarà celebrata la Santa Messa presieduta da monsignor Giuseppe Pellegrini con la partecipazione delle comunità della Val Meduna.

Alle 21.02, l’ora in cui avvenne la scossa del 1976, è previsto un momento di raccoglimento dedicato alla memoria delle vittime e di quanto il Friuli visse in quei giorni. A seguire sono annunciati gli interventi delle autorità e la presentazione del progetto “Il tempo sospeso”, pensato come ulteriore testimonianza della storia attraversata dalla comunità medunese.

Il programma costruito per questo anniversario prova così a tenere insieme ricordo e trasmissione della memoria, affidando al paese, ai suoi luoghi e ai suoi studenti il compito di raccontare una ferita che continua a far parte dell’identità del territorio.

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