Manzanese, scontro sui fondi per la nuova bretella: Martines chiede di fermare il progetto
Per il consigliere regionale del Pd i 5 milioni previsti per il collegamento con il casello A4 andrebbero destinati a riqualificazione, sicurezza e rete ciclabile.
Nel Manzanese torna al centro del confronto politico il progetto di collegamento viario tra il casello dell'A4 di Palmanova e l'area produttiva locale. A riaprire il dossier è il consigliere regionale del Pd Francesco Martines, che contesta lo stanziamento da 5 milioni di euro inserito nelle misure finanziarie multisettoriali 2026 e ne chiede l'eliminazione.
La posizione del consigliere è netta: quell'intervento, sostiene, non risponde più alla realtà economica e logistica del territorio. Per questo ha presentato un emendamento al disegno di legge 95 con l'obiettivo di cancellare la previsione dell'opera e spostare l'attenzione su interventi ritenuti più utili per l'area.
Il nodo delle risorse regionali
Secondo Martines, destinare nuovi fondi alla Palmanova-Manzano significa insistere su un'impostazione superata. Nella sua valutazione, le somme messe a bilancio avrebbero potuto trovare una collocazione diversa, puntando sul recupero e sul rilancio del comparto manzanese sia sul piano industriale sia su quello ambientale.
Il ragionamento parte dall'evoluzione dell'economia locale negli ultimi decenni. Il consigliere dem ricorda infatti che, con i cambiamenti intervenuti nei mercati e nell'organizzazione produttiva, l'area ha perso una quota rilevante di aziende, occupati e volume d'affari. Un ridimensionamento che, a suo giudizio, ha modificato anche i flussi di traffico che in passato venivano indicati per giustificare l'opera.
Traffico ridotto e impatto sul territorio
Per Martines, proprio il calo della pressione viaria renderebbe oggi meno sostenibile la realizzazione di una nuova infrastruttura di questo tipo. La sua critica non riguarda solo l'utilità dell'intervento, ma anche le conseguenze sul territorio agricolo, con il timore di un ulteriore consumo di suolo in una zona già fortemente vocata alle produzioni intensive.
Nel suo intervento politico, il consigliere lega quindi la discussione sulla strada a una questione più ampia: come usare le risorse pubbliche in un'area che, rispetto agli anni in cui il progetto era stato immaginato, presenta esigenze diverse e priorità differenti.
Le opere ritenute prioritarie
Tra gli interventi indicati come più coerenti con i bisogni attuali, Martines richiama il ponte di Chiopris, che definisce utile sia sotto il profilo della sicurezza sia per il deflusso delle piene del Torre. A questo aggiunge l'ipotesi di un nuovo collegamento tra le due sponde verso San Giovanni al Natisone.
La proposta alternativa, però, guarda soprattutto alla rete esistente: manutenzione, allargamenti dove necessari e maggiore attenzione alla sicurezza nei centri abitati. Nella stessa visione rientra anche la creazione di percorsi ciclabili capaci di collegare i piccoli paesi con le direttrici regionali dell'area udinese e di quella isontina.
La contestazione sulla variante
Un altro punto critico, secondo il consigliere del Pd, riguarda la variante pensata per evitare l'attraversamento di San Vito al Torre e della frazione di Nogaredo. Martines sostiene che il tracciato avrebbe un peso eccessivo sulle campagne circostanti e richiama l'opposizione manifestata da parte della popolazione locale.
Nel merito, la critica è politica ma anche territoriale: da una parte si continua a discutere di una nuova opera, dall'altra - osserva - resta aperto il tema della riqualificazione della viabilità regionale che oggi attraversa i paesi. È su questo equilibrio, tra nuove infrastrutture e miglioramento dell'esistente, che si concentra ora il confronto sul futuro della mobilità nel Manzanese.