Manovra regionale, quasi 103 milioni su ambiente ed energia: focus anche su Pfas, idrico e amianto
Il Consiglio Fvg approva il capitolo dell’assestamento dedicato al settore: fondi per comunità energetiche, bonifiche, rifiuti, trasporto a idrogeno e interventi locali.
Nel nuovo assestamento regionale una delle partite più pesanti riguarda ambiente ed energia. L’Aula del Consiglio del Friuli Venezia Giulia ha infatti dato il via libera al capitolo dedicato al settore, aggiungendo risorse per quasi 103 milioni di euro e portando la disponibilità complessiva a quota 300 milioni.
Il voto è arrivato a maggioranza, con 28 sì espressi dai consiglieri del Centrodestra e 19 no dalle Opposizioni. Durante il confronto sono stati ritirati diversi emendamenti, in qualche caso con l’intenzione di riproporli sotto forma di ordine del giorno, ma l’impianto del testo è rimasto sostanzialmente quello uscito in partenza.
Per il Friuli si tratta di un passaggio che tocca temi molto concreti: gestione dell’acqua, rifiuti, sostegno alle famiglie nelle aree segnate dal tema Pfas, incentivi per la transizione energetica e fondi per interventi ambientali già attesi sui territori.
Le risorse più consistenti tra energia pulita e servizi pubblici
Tra gli stanziamenti di maggiore peso ci sono 5 milioni di euro destinati a Tpl Fvg. La somma servirà a integrare gli impianti per produzione, stoccaggio e rifornimento di idrogeno con sistemi fotovoltaici legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Un altro pacchetto rilevante riguarda le comunità energetiche rinnovabili. La Regione mette a disposizione 5 milioni per le imprese che intendono proseguire nella loro costituzione, mentre 3 milioni vengono riservati a Comuni e Università per iniziative dello stesso tipo.
Arrivano inoltre risorse dall’avanzo di amministrazione già maturato: 2 milioni saranno assegnati ad Ausir per sostenere investimenti sugli impianti del servizio idrico integrato, mentre un ulteriore milione è destinato al comparto della gestione dei rifiuti.
Pfas e sostegni nei territori più esposti
Tra i capitoli che hanno un impatto diretto sui cittadini c’è quello legato alla presenza di Pfas. Il provvedimento prevede 800mila euro da erogare attraverso i Comuni per ridurre il peso delle spese di allacciamento alla rete idrica e per installare sistemi di filtrazione degli inquinanti.
Dentro questo quadro trova spazio anche un intervento specifico per il Pordenonese: 300mila euro aggiuntivi serviranno a rafforzare lo stanziamento previsto per gli accertamenti sui pozzi privati, un tema che nel territorio continua a mantenere alta l’attenzione di amministrazioni e residenti.
Tra le altre misure figurano 114.619 euro in più al Comune di Zuglio per operazioni di bonifica in aree contaminate, 600mila euro per opere di difesa del suolo, 100mila euro ad Arpa per il funzionamento dell’agenzia e 250mila euro per attività di divulgazione sulle strategie di sviluppo sostenibile.
Amianto, cave, Noncello e monitoraggi ambientali
Nel testo approvato entra anche una modifica attesa sul fronte amianto. Dal 1 gennaio 2027 la copertura della spesa per la rimozione salirà dal 50 al 70 per cento. La misura interesserà abitazioni, imprese, edifici di culto e sedi di associazioni senza scopo di lucro nell’ambito della normativa regionale già in vigore.
Sul versante delle attività estrattive, senza nuovi costi aggiuntivi, viene autorizzata la possibilità di ampliare lavorazioni che coinvolgano una falda, purché la richiesta fosse già stata presentata al momento dell’entrata in vigore del Prae. L’autorizzazione potrà avere una durata massima di dieci anni.
Ci sono poi 50mila euro destinati alla manutenzione straordinaria e al ripristino della navigabilità del fiume Noncello in vista degli appuntamenti motonautici di settembre. A Trieste, infine, vengono assegnati 20mila euro all’Università per uno studio da affiancare al monitoraggio già svolto da Arpa Fvg sui laghetti delle Mucille.
Nel complesso il capitolo approvato mostra una distribuzione molto ampia delle risorse: grandi investimenti sulla transizione energetica, ma anche interventi puntuali su criticità ambientali locali. È proprio questo doppio binario, tra strategia regionale e problemi concreti dei territori, a segnare il peso politico della manovra appena votata.
Per il Friuli il risultato più immediato è l’apertura di una nuova fase operativa su dossier già sensibili, dall’acqua ai Pfas fino agli incentivi per rimuovere l’amianto. Sarà ora l’attuazione concreta delle misure a dire quanto questi fondi riusciranno a tradursi in risposte visibili per comunità, enti locali e servizi pubblici.