Lingue storiche, da Gorizia una richiesta compatta: più fondi statali per friulano, sloveno e tedesco

Il Consiglio comunale approva senza voti contrari un documento che sollecita risorse certe per applicare la legge 482 e sostenere il pluralismo linguistico regionale.

14 ottobre 2026 13:35
Lingue storiche, da Gorizia una richiesta compatta: più fondi statali per friulano, sloveno e tedesco -
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La tutela delle lingue storiche del Friuli Venezia Giulia torna al centro del dibattito istituzionale con un voto che, a Gorizia, ha messo insieme l’intero Consiglio comunale. L’assemblea cittadina ha infatti dato il via libera a una mozione che punta a riaprire il tema dei finanziamenti nazionali destinati alla legge 482 del 1999, riferimento normativo per la salvaguardia delle minoranze linguistiche.

Il nodo sollevato dal Comune riguarda soprattutto la continuità delle risorse. Nell’impostazione approvata dall’aula, non basta un sostegno episodico: servono stanziamenti affidabili nel tempo, così da permettere a enti e amministrazioni di programmare attività, servizi e iniziative dedicate a friulano, sloveno e tedesco senza dipendere da fondi incerti.

Una presa di posizione che coinvolge tutto il territorio

Il documento chiede a Governo e Parlamento di rafforzare la dotazione economica prevista per l’attuazione della legge, ma chiama in causa anche il livello regionale. L’invito rivolto a Giunta, Consiglio regionale e rappresentanti eletti in Parlamento è quello di sostenere con forza una richiesta comune del Friuli Venezia Giulia verso lo Stato.

Il passaggio politico non è secondario per una regione dove il plurilinguismo è parte dell’identità quotidiana, oltre che elemento riconosciuto dall’autonomia speciale. La scelta del voto unanime viene letta proprio in questa chiave: fare della difesa delle comunità linguistiche un terreno condiviso, al di là degli schieramenti.

Come nasce la mozione approvata a Gorizia

L’iniziativa era stata presentata da Eleonora Sartori, consigliera comunale della lista civica Noi Mi Noaltris GO! e componente del direttivo del Patto per l’Autonomia. Successivamente il testo è stato ripreso dal sindaco Rodolfo Ziberna e rielaborato insieme all’assessore Maurizio Negro, fino alla versione finale che ha raccolto il consenso dell’intero Consiglio.

Nel suo intervento, Sartori ha richiamato il valore del patrimonio linguistico regionale, sottolineando che la ricchezza del Friuli Venezia Giulia passa anche dalle identità e dalle lingue conservate nel tempo. Secondo la consigliera, investire nelle lingue minorizzate significa sostenere un sistema culturale più ampio, con ricadute che riguardano anche le nuove generazioni.

Il peso dei tagli sulla legge 482

Alla base della mozione c’è il progressivo ridimensionamento dei finanziamenti statali. Negli anni, le risorse assegnate per l’applicazione della norma si sono assottigliate, con effetti che, secondo i promotori dell’iniziativa, rischiano di compromettere la tenuta degli strumenti di tutela previsti per le comunità linguistiche storiche.

Il riferimento è anche alla quota destinata al Friuli Venezia Giulia, considerata via via meno adeguata rispetto alle necessità del territorio. In questo quadro, la richiesta che parte da Gorizia è quella di superare una logica di interventi discontinui e di garantire invece basi economiche solide per il lavoro delle amministrazioni e degli enti coinvolti.

Sartori ha inoltre osservato che vivere in un contesto naturalmente plurilingue rappresenta un’opportunità culturale, sociale ed economica, soprattutto in una fase storica in cui la globalizzazione tende a uniformare linguaggi e identità locali. Da qui l’idea che la salvaguardia linguistica non sia un tema simbolico, ma una scelta concreta di futuro.

Dopo Gorizia, il tema arriva anche a Udine

La mozione si inserisce in un percorso più ampio promosso dal Patto per l’Autonomia, che nelle scorse settimane ha portato il tema anche in Consiglio regionale e ha invitato diversi Comuni friulani a discutere atti analoghi. Il prossimo passaggio indicato è quello del Consiglio comunale di Udine, dove un documento dello stesso impianto sarà esaminato nella seduta del 19 ottobre 2026.

Sul significato politico del voto goriziano è intervenuto anche il segretario del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, secondo cui friulano, sloveno e germanico rappresentano uno dei cardini dell’autonomia regionale. Il messaggio uscito dall’aula di Gorizia è chiaro: senza finanziamenti stabili, la tutela prevista dalla legge rischia di indebolirsi progressivamente. Per questo il voto unanime viene ora indicato come un possibile punto di partenza per una richiesta istituzionale più ampia in tutto il Friuli Venezia Giulia.

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