Lignano Pineta punta sulla sostenibilità: droni e sensori per studiare la pineta

Lignano Pineta avvia studio con droni e sensori per la gestione sostenibile della pineta e il benessere delle persone.

31 marzo 2026 09:03
Lignano Pineta punta sulla sostenibilità: droni e sensori per studiare la pineta -
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LIGNANO SABBIADORO (UD) - Prosegue il percorso avviato dalla Società Lignano Pineta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell'Università di Udine per la valorizzazione e la gestione sostenibile della pineta demaniale, un patrimonio naturale di 11 ettari a nord del lungomare Kechler.

Nel corso dell'incontro operativo tenutosi nei giorni scorsi presso la Sala Cavalli dell'Università di Udine, il gruppo di lavoro ha fatto il punto sullo stato di avanzamento del progetto che entra ora nel vivo delle attività con la mappatura dell'area. Non appena verrà rilasciato il nullaosta da parte di ENAC, i droni si alzeranno in volo per una prima rilevazione dello stato della pineta e per un puntuale censimento degli alberi e del loro stato di salute.

Questa attività sarà affiancata dall'installazione di sensori dedicati al monitoraggio dello stock di carbonio catturato dai pini neri e della loro crescita. A leggere e interpretare i dati saranno anche studenti universitari, coinvolti in modo diretto e attivo, non come semplici osservatori, ma parte integrante del processo di ricerca, con un ruolo che trasforma la pineta in un laboratorio a cielo aperto.


Procede in parallelo un altro fronte altrettanto strategico: è in fase di predisposizione la documentazione necessaria per l'ottenimento delle certificazioni a garanzia di una gestione sostenibile. Un percorso che conferirà rigore e riconoscimento all'impegno già avviato dalla societa’ Lignano Pineta nel campo della sostenibilità.


I primi risultati di questo lavoro saranno presto condivisi con il territorio: nel mese di luglio è in programma al PalaPineta un convegno dedicato durante il quale verranno presentati i dati raccolti nelle prime fasi di monitoraggio. Un appuntamento aperto alla comunità, che segnerà una prima restituzione pubblica del valore scientifico e ambientale del progetto.


Accanto alla componente scientifica e ambientale, prende forma anche la dimensione legata al benessere della persona, grazie al contributo della dott.ssa Camilla Costa, antropologa ambientale, che sta lavorando allo sviluppo di modalità di fruizione della pineta orientate legata al benessere psico-fisico, anche attraverso percorsi dedicati a pazienti oncologici.


«Questo progetto rappresenta per la società Lignano Pineta un passaggio fondamentale — ha commentato il presidente Giorgio Ardito —. Stiamo entrando in una fase concreta in cui la ricerca scientifica ci permette di leggere e misurare il valore della pineta, accompagnandoci verso una gestione sempre più consapevole e sostenibile. Allo stesso tempo, vogliamo che questo patrimonio naturale diventi uno spazio sempre più fruibile, capace di generare benessere per le persone e valore per il territorio».


A guidare le attività per l'Ateneo friulano è la responsabile scientifica prof.ssa Ivana Bassi, affiancata dal prof. Antonio Tomao, dal prof. Luca Iseppi e dai collaboratori Lorenzo Orzan e Luca Cadez. Per la Società Lignano Pineta il progetto è seguito dal presidente Giorgio Ardito, insieme all'agronomo Alessandro Ricetto, al consulente per il bilancio di sostenibilità Alessandro Braida e ai collaboratori dell’azienda, da sempre attivi nella cura della pineta. Il percorso di certificazione è curato dalle dottoresse Francesca Visintin ed Elisa Tomasinsig di E-Frame e da Elisa Mason della società Lignano Pineta.


Il progetto conferma così la vocazione multidisciplinare: ricerca scientifica, sostenibilità ambientale e qualità della vita si intrecciano in un unico disegno, che rafforza il ruolo della pineta come patrimonio naturale e bene comune della località turistica di Lignano Sabbiadoro.

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