Lignano tiene il passo nella nautica green: quattro marina friulani ancora Bandiera Blu nel 2026
Conferma per Punta Faro, Porto Vecchio, Marina Uno Resort e Punta Verde. Il riconoscimento FEE rafforza il peso del Friuli Venezia Giulia tra gli approdi turistici italiani.
La stagione turistica si apre con una conferma importante per Lignano Sabbiadoro: anche nel 2026 sono quattro gli approdi del comprensorio cittadino a ottenere la Bandiera Blu assegnata dalla FEE, il marchio internazionale che valuta qualità ambientale, organizzazione e servizi nelle strutture nautiche.
Per il polo marittimo friulano restano premiati D - Marin Marina Punta Faro Resort, Darsena Porto Vecchio, Porto Turistico Marina Uno Resort e Marina Punta Verde. Un risultato che consolida il ruolo di Lignano in uno dei comparti più rilevanti per l’economia turistica della costa regionale.
Il riconoscimento e il peso regionale
La comunicazione dell’edizione 2026, resa nota il 16 maggio, si inserisce in un quadro favorevole per il Friuli Venezia Giulia. La regione conta infatti 15 approdi certificati e si colloca al secondo posto in Italia per numero di marina Bandiera Blu, dietro soltanto alla Liguria.
È un dato che va oltre il valore simbolico del vessillo: fotografa una presenza solida della nautica turistica regionale nell’Alto Adriatico e conferma come la costa friulana continui a investire in standard elevati di gestione e accoglienza.
Cosa misura la Bandiera Blu per i marina
Nel caso degli approdi turistici, il riconoscimento non si limita all’aspetto estetico o alla reputazione della località. La valutazione riguarda una serie di parametri concreti: qualità delle acque, raccolta differenziata, trattamento dei rifiuti speciali, sicurezza, accessibilità, efficienza energetica e disponibilità di servizi per i diportisti.
La Bandiera Blu della Foundation for Environmental Education è arrivata quest’anno alla 40ª edizione internazionale. Per ottenerla servono procedure costanti, controlli e una gestione quotidiana capace di tenere insieme sostenibilità e funzionalità delle infrastrutture.
Lignano e il lavoro continuo dietro il risultato
Secondo Giorgio Ardito, presidente del Consorzio Marine Lignano, il riconoscimento rappresenta solo la parte più visibile di un’attività che prosegue per tutto l’anno. Mantenere i requisiti richiesti significa intervenire su strutture, organizzazione del personale, consumi idrici ed energetici, oltre che sulla qualità dell’offerta rivolta a chi utilizza gli approdi.
Nel sistema nautico lignanese, la conferma dei quattro marina viene letta come il frutto di una programmazione sviluppata nel tempo. Tra gli ambiti su cui si è lavorato ci sono la gestione delle acque reflue, il trattamento dei rifiuti e le iniziative di sensibilizzazione ambientale rivolte agli utenti.
Un comparto strategico tra Lignano e Aprilia Marittima
Il valore del risultato si comprende ancora di più guardando alla dimensione complessiva del sistema portuale turistico dell’area compresa tra Lignano Sabbiadoro e Aprilia Marittima, che supera i 6.000 posti barca. Un bacino che rappresenta una delle realtà più significative del Mediterraneo per la nautica da diporto.
In questo contesto, sostenibilità ambientale, qualità dei servizi e competitività turistica non viaggiano più su binari separati. La conferma delle quattro Bandiera Blu a Lignano indica proprio questa direzione: infrastrutture curate, attenzione alla gestione e capacità di rafforzare l’identità del territorio friulano anche sul fronte dell’accoglienza in mare.
Per Prima Friuli, il dato più rilevante resta proprio qui: Lignano continua a essere uno dei punti di forza della costa regionale, non soltanto per il turismo balneare ma anche per una nautica che punta su standard ambientali e servizi sempre più decisivi per attrarre diportisti e investimenti.