L’ex Osoppo diventa caso nazionale: Udine presenta a Roma il nuovo volto del quartiere

L’8 ottobre il progetto Experimental City sarà al centro di un incontro del MIT sulle aree dismesse e sulla rigenerazione urbana.

06 ottobre 2026 11:10
L’ex Osoppo diventa caso nazionale: Udine presenta a Roma il nuovo volto del quartiere -
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Da area militare chiusa a pezzo di città tornato a vivere: è con questo bilancio che Udine si prepara a portare a Roma il progetto dell’ex caserma Osoppo, indicato come una delle esperienze da osservare nel dibattito nazionale sul recupero degli spazi urbani abbandonati.

L’appuntamento è fissato per giovedì 8 ottobre agli Horti Sallustiani, nell’ambito di una giornata promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dentro il programma europeo ESPON 2030. Il confronto sarà dedicato agli interventi di riqualificazione urbana, al riuso di grandi aree dismesse e alle strategie di sviluppo sostenibile.

Per il capoluogo friulano si tratta di un passaggio significativo: il percorso di Experimental City, maturato nell’arco di un decennio, verrà discusso accanto ad altri progetti italiani, tra cui quelli di Torino e del nodo ferroviario Roma Pigneto.

Un’esperienza udinese nel confronto del MIT

La presenza del Comune di Udine rientra nella seconda sessione dell’incontro, quella dedicata al Programma PSC del MIT. Il focus sarà sull’intervento realizzato nell’area dell’ex Osoppo, oggi considerata un esempio di trasformazione urbana costruita per fasi.

A presentare il lavoro saranno Massimo Spinacè e Alessandro Barbiero, chiamati a ripercorrere l’avvio del progetto dal 2016, gli interventi completati e le attività già insediate nel comparto. La giornata sarà aperta dai saluti istituzionali di Maria Giovanna Sgariglia, direttore generale della Direzione generale per lo sviluppo del territorio e i progetti internazionali, e di Paolo Galletta della Presidenza del Consiglio - DPCOES.

Che cosa ha preso forma nell’ex area militare

Il valore del progetto, nella lettura che Udine porterà a Roma, sta soprattutto nella capacità di aver restituito funzioni concrete a una vasta porzione di città. Nell’area sono già presenti abitazioni con formule di social housing e prezzi calmierati, spazi sportivi pubblici e una palestra destinata agli sport rotellistici.

Tra gli elementi più riconoscibili della nuova configurazione c’è anche la Cavallerizza, pensata come luogo culturale e creativo per la produzione musicale.

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Nel quartiere trovano spazio inoltre il nuovo polo dell’infanzia e un presidio dedicato alla socialità degli adolescenti, inserito nel progetto nazionale DesTEENazione. Non soltanto edifici recuperati, dunque, ma servizi e luoghi d’uso collettivo che hanno cambiato la funzione originaria del complesso.

I passaggi ancora aperti per completare la trasformazione

La riconversione dell’ex caserma Osoppo non è però arrivata al traguardo finale. Il Comune sta lavorando agli ultimi tasselli del quartiere, tra cui l’insediamento di nuovi uffici regionali, compreso il centro per l’impiego.

Tra le opere attese c’è anche il nuovo parco urbano, destinato a rafforzare la vocazione pubblica dell’area e a offrire uno spazio di incontro e vita all’aperto non solo ai residenti, ma all’intera città.

La tappa romana arriva quindi mentre il progetto mostra già risultati visibili sul territorio friulano, ma continua a svilupparsi. È in questa fase intermedia, tra quanto è stato realizzato e ciò che resta da completare, che Udine porterà la propria esperienza al tavolo nazionale dedicato alla rigenerazione urbana.

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