Lavoro in Friuli, segnali positivi: cala la disoccupazione e cresce l’occupazione stabile

Cala la disoccupazione in Friuli Venezia Giulia, cresce l’occupazione stabile di donne e giovani e si riduce il divario di genere.

13 gennaio 2026 13:17
Lavoro in Friuli, segnali positivi: cala la disoccupazione e cresce l’occupazione stabile -
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UDINE – I dati sui primi undici mesi del 2025 restituiscono un quadro in lieve ma costante miglioramento per il mercato del lavoro regionale. La disoccupazione risulta in flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre aumenta il numero di contratti a tempo indeterminato, con una crescita significativa che riguarda soprattutto donne e giovani.

Occupazione in aumento nella fascia 15-64 anni

Nel terzo trimestre del 2025 il tasso di occupazione nella fascia d’età 15-64 anni registra un incremento, trainato dall’aumento degli occupati rispetto al trimestre precedente. Un dato che evidenzia una dinamica particolarmente favorevole per l’occupazione femminile, elemento che contribuisce a riequilibrare una storica asimmetria nel mercato del lavoro.

Il tasso di occupazione maschile resta più elevato, attestandosi al 74,4%, mentre quello femminile raggiunge il 64,6%. Tuttavia, il divario di genere scende per la prima volta sotto i 10 punti percentuali, segnando un passaggio rilevante dal punto di vista sociale ed economico.

A sottolineare questi risultati è stata Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro, istruzione, formazione e famiglia, intervenuta a margine della presentazione di un’iniziativa europea dedicata all’imprenditoria femminile.

Il progetto FemEcoPlus e la cooperazione transfrontaliera

I dati sull’occupazione sono stati illustrati durante la conferenza stampa di lancio di FemEcoPlus, un progetto che mira a creare e consolidare una comunità di donne imprenditrici e libere professioniste nell’area transfrontaliera tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia.

L’iniziativa ha un valore complessivo di 167mila euro ed è finanziata nell’ambito del programma Interreg Italia-Austria 2021-2027. Il progetto coinvolge diversi attori territoriali: i GAL Euroleader della Carnia, Open Leader per le aree del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, oltre al distretto austriaco di Hermagor attraverso il GAL Region Hermagor.

I soggetti promotori e il ruolo dei territori

Capofila del progetto è la Cooperativa Cramars, affiancata dal partner austriaco Verein für Bildung und Lernen della Carinzia e dal Consiglio sindacale interregionale Friuli Venezia Giulia-Carinzia. Una rete che valorizza la dimensione transfrontaliera, con particolare attenzione ai territori di confine e alle aree montane, considerate più sensibili ai cambiamenti del mondo del lavoro.

Nel corso dell’intervento è stato ricordato come i Consigli sindacali interregionali abbiano raggiunto il traguardo dei 30 anni di attività, rappresentando un percorso continuo capace di intercettare l’evoluzione economica e occupazionale nel tempo.

Politiche regionali su donne, giovani e nuove professioni

Secondo l’assessore, i temi dell’occupazione femminile e giovanile restano centrali nelle politiche della Regione Friuli Venezia Giulia. Molte delle sperimentazioni su orari scolastici flessibili e sui modelli di conciliazione tra lavoro e famiglia sono nate proprio nelle aree interne e montane, dimostrando come l’innovazione sociale possa partire dai territori meno centrali.

Accanto a questo, è stato evidenziato l’impegno regionale attraverso un investimento significativo di risorse destinato allo sviluppo delle nuove professioni, considerate strategiche per sostenere l’occupazione nel medio e lungo periodo.

La nuova fase del progetto e gli obiettivi futuri

Dopo il coinvolgimento iniziale di 58 imprenditrici, di cui 41 italiane e 17 austriache, FemEcoPlus entra ora in una nuova fase di espansione. L’obiettivo è raddoppiare la comunità, arrivando a 100 donne attive, favorendo lo scambio di relazioni, competenze e azioni di supporto al lavoro autonomo femminile nell’area transfrontaliera.

Nei prossimi mesi la rete sarà ulteriormente rafforzata grazie al coinvolgimento di amministratori e amministratrici degli enti locali. Il progetto poggia inoltre su una solida base di ricerca, fondata sulla raccolta di dati demografici nei due territori e sull’analisi dell’impatto occupazionale atteso nei prossimi 15 anni, offrendo così una visione strutturata e prospettica dello sviluppo del lavoro femminile.

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