Innovazione e sostenibilità: come Udine rivoluziona le cure oculari per la maculopatia

Uno studio friulano evidenzia come terapie mirate riducano visite ospedaliere ed emissioni ambientali, migliorando la vita dei pazienti

24 aprile 2026 12:27
Innovazione e sostenibilità: come Udine rivoluziona le cure oculari per la maculopatia -
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Udine - Al centro dell'attività della Clinica Oculistica dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, diretta dal professor Paolo Lanzetta, c’è l’obiettivo di mettere il paziente al primo posto, garantendo accesso a cure all’avanguardia pur tutelando l’ambiente circostante. "Nell’attuale panorama sanitario, la ricerca dà il meglio di sé solo attraverso la sinergia tra università, sistema sanitario e mondo industriale: è da questa collaborazione che nascono soluzioni innovative capaci di migliorare la qualità delle cure e la vita delle persone", spiega Lanzetta.

Questa filosofia integrata ha portato alla realizzazione di uno studio pubblicato su Journal of Ophthalmology, focalizzato sull’impatto ambientale delle terapie intravitreali per la degenerazione maculare neovascolare, una patologia oculare legata all’età avanzata. La ricerca è stata condotta congiuntamente dall’Università di Udine, l’Azienda Sanitaria Friuli Centrale e il Team Sostenibilità di Gesteco Spa, azienda esperta in servizi ambientali.

Analisi approfondita sulla degenerazione maculare

La degenerazione maculare neovascolare è una delle principali cause di perdita visiva nei Paesi avanzati, con trattamenti che richiedono un lungo e complesso iter terapeutico. Questo comporta un impatto significativo non solo per i pazienti, ma anche per il sistema sanitario e la collettività. Un tema sempre più rilevante affrontato dallo studio è l’influenza dell’attività sanitaria sull’ambiente: infatti, il settore sanitario è responsabile di una quota considerevole – tra il 5 e il 10% – delle emissioni totali di gas serra nei Paesi sviluppati. Diventa quindi fondamentale sviluppare terapie che bilancino efficacia clinica, sostenibilità e qualità della vita. "L’attenzione ai pazienti guida ogni nostra decisione: vogliamo proporre protocolli terapeutici efficaci ma anche meno gravosi in termini di visite e trattamenti", sottolinea il professor Daniele Veritti, primo autore dello studio.

I dati emersi dimostrano che adottare regimi terapeutici con intervalli più lunghi tra un’iniezione e l’altra permette di abbattere il numero di somministrazioni e quindi gli accessi in ospedale. Questo si traduce in un vantaggio doppio: un miglioramento della vita quotidiana dei pazienti e una gestione più efficiente delle risorse ospedaliere. Inoltre, la diminuzione degli spostamenti e delle attività correlate riduce sensibilmente l’impronta di carbonio associata al trattamento, con una diminuzione di oltre un terzo delle emissioni, pari a circa 404 kg di CO₂ equivalente ogni due anni per paziente.

Collaborazione tra salute e ambiente

Il progetto si è avvalso del contributo del Team Sostenibilità di Gesteco, che ha utilizzato avanzate tecniche di analisi ambientale per quantificare l’impatto delle diverse strategie terapeutiche. "Siamo orgogliosi di questa collaborazione con il mondo accademico, che dimostra come la sostenibilità possa essere applicata anche in settori complessi come quello sanitario", afferma Adriano Luci, vicepresidente di Gesteco Spa. "Esperienze di questo tipo evidenziano l’importanza di competenze multidisciplinari che, insieme al settore della ricerca e cura, possono innovare i percorsi assistenziali ponendo al centro la responsabilità ambientale e il benessere sociale."

Per la Clinica Oculistica di Udine e l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, lo studio conferma la strategia di investire in innovazione e nella qualità delle terapie, senza mai perdere di vista l’interesse primario dei pazienti e l’impegno per un sistema sanitario più attento all’ambiente e al territorio.

Questa esperienza rappresenta un chiaro esempio di come la ricerca scientifica e le competenze industriali possano lavorare fianco a fianco per raggiungere obiettivi di cura più efficaci e sostenibili, contribuendo a migliorare sia la salute dei cittadini che la tutela dell’ecosistema locale.

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