In Regione si riaprono due partite culturali: dal Calvario di Gorizia all’archivio Basaglia
Nel lavoro sull’Assestamento 2026-2028 arrivano segnali favorevoli per due interventi che toccano memoria civile, storia del confine e patrimonio documentale.
Gorizia torna dentro il dibattito regionale con due temi che parlano di memoria, identità e patrimonio pubblico. Nella discussione sull’Assestamento di bilancio 2026-2028, in V Commissione, sono infatti emerse aperture su due interventi che riguardano da vicino il territorio isontino: il recupero del punto di osservazione del Calvario e il percorso di valorizzazione dell’archivio Basaglia.
I due dossier sono distinti, ma hanno un tratto comune evidente: entrambi puntano a conservare e rendere più leggibili luoghi e documenti che aiutano a comprendere passaggi decisivi della storia del Friuli Venezia Giulia.
Il Calvario rientra nel confronto regionale
Tra i temi richiamati durante la seduta c’è stato il progetto che interessa il Calvario di Gorizia, con attenzione particolare al recupero del suo punto di osservazione. Per l’area goriziana non si tratta di un intervento marginale, perché quel luogo viene considerato uno spazio capace di restituire, anche simbolicamente, la storia del confine e le trasformazioni che hanno segnato il Novecento.
Nel confronto in Commissione, il valore del sito è stato letto in una prospettiva ampia: non soltanto tutela materiale, ma anche occasione di fruizione culturale e di conoscenza pubblica. Il riferimento è a una zona che può raccontare guerre, spostamenti di popolazione e mutamenti storici che hanno attraversato l’Isontino.
L’archivio Basaglia tra Trieste e Gorizia
L’altro capitolo riguarda l’archivio Basaglia, legato all’esperienza maturata negli ex ospedali psichiatrici di Trieste e Gorizia. Durante l’esame delle parti di competenza dell’assestamento, secondo quanto riferito, sull’emendamento dedicato al progetto sarebbe emersa una disponibilità a procedere.
Si parla di un insieme documentale ritenuto di particolare rilievo per la storia della psichiatria, ma anche per la vicenda civile e culturale della regione. Nel percorso è stato confermato il coinvolgimento di Asugi, l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina.
Una parte del lavoro di riordino risulta già avviata sul fronte triestino e, in misura più contenuta, anche su quello goriziano. Il passaggio successivo indicato nel confronto politico-amministrativo punta però a mettere a sistema l’intero patrimonio, unificando e valorizzando i materiali per renderli maggiormente accessibili alla ricerca e alle iniziative culturali.
Un filo comune: custodire la memoria regionale
Nel dibattito emerso in V Commissione, i due progetti sono stati presentati come tasselli diversi di una stessa visione. Da una parte c’è la conservazione di carte e testimonianze che rimandano all’esperienza Basaglia tra Trieste e Gorizia; dall’altra il recupero di un punto fortemente evocativo per la lettura della storia di confine.
A portare all’attenzione della Commissione i segnali positivi della Direzione regionale Cultura è stata la consigliera regionale Laura Fasiolo, che ha parlato di aperture su interventi considerati strategici per la tutela dell’identità e della memoria del territorio.
Il confronto proseguirà ora nell’iter dell’Assestamento regionale. Per Gorizia, intanto, il dato politico più rilevante è che entrambe le partite sono rientrate nel perimetro delle priorità discusse in Regione, con la possibilità di trasformare due temi storici in progetti concreti di valorizzazione.