Grignano, l’area sud del porticciolo torna al centro delle polemiche: nuove recinzioni e nodo pini
A Trieste riemerge il confronto sul progetto nella baia: l’associazione Costituzione 32 contesta i lavori e richiama gli impegni annunciati sulla tutela delle alberature.
La nuova delimitazione comparsa nella parte meridionale del porticciolo di Grignano riporta in primo piano una contestazione che a Trieste non si è mai davvero spenta. Al centro ci sono ancora i pini della baia e il modo in cui il progetto di riqualificazione starebbe incidendo su uno degli scorci più sensibili del litorale cittadino.
A sollevare il caso è Walter Zalukar, esponente dell’Associazione Costituzione 32, che interpreta le transenne installate nelle ultime ore come il passaggio che precede la fase conclusiva dell’intervento nell’area. Secondo la sua lettura, l’avvio del cantiere sarebbe arrivato dopo la Barcolana 2026.
La presa di posizione dell’associazione non riguarda soltanto l’apertura della zona di lavoro, ma soprattutto il destino delle alberature rimaste. Per Zalukar, infatti, si starebbe andando in direzione opposta rispetto a quanto prospettato negli anni scorsi alla cittadinanza.
Il punto contestato: la tutela promessa degli alberi
Nel mirino finisce il progetto di sistemazione della baia e, in particolare, il tema della conservazione dei pini marittimi. L’associazione richiama una dichiarazione del 13 ottobre 2021, quando il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, durante la presentazione dell’intervento su Grignano, aveva parlato della possibilità di affrontare i problemi legati alle radici salvaguardando le piante esistenti.
Secondo quanto ricorda Zalukar, in quella fase era stato descritto un approccio di tipo conservativo, affidato a professionalità specializzate e indicato come simile a esperienze già realizzate altrove in Friuli Venezia Giulia. Proprio su questo passaggio si concentra oggi la critica: l’associazione sostiene che i lavori in corso non stiano rispettando quell’impostazione iniziale.
Da qui nasce anche l’accusa politica, perché per Costituzione 32 ci sarebbe ancora margine, almeno nell’ala sud della baia, per mantenere gli alberi superstiti e dare seguito agli impegni pubblicamente richiamati in passato.
Il confronto con altri interventi in regione
Nella nota viene evocato il caso di Lignano, indicato come esempio di intervento capace di conciliare sistemazione degli spazi e permanenza dei pini. L’associazione cita anche Duino, dove a suo giudizio si starebbe andando verso una soluzione orientata alla salvaguardia delle alberature del porticciolo.
Il ragionamento non si ferma all’aspetto estetico. Zalukar insiste sul valore concreto della presenza degli alberi negli spazi pubblici: ombra nei mesi più caldi, mitigazione delle temperature e una migliore vivibilità per residenti e visitatori in un’area molto frequentata del golfo triestino.
Per questo, nella lettura dell’associazione, la trasformazione di Grignano rischierebbe di consegnare alla baia un assetto più rigido e mineralizzato, meno legato al paesaggio originario e più funzionale alla sosta di mezzi e al passaggio di veicoli.
La richiesta alla politica regionale
Nel documento diffuso in queste ore vengono chiamati in causa anche gli assessori regionali Cristina Amirante e Fabio Scoccimarro. La prima viene indicata come la figura che avrebbe preannunciato l’avvio dell’intervento dopo la Barcolana, mentre al secondo, assessore all’Ambiente, viene chiesta una posizione pubblica sul futuro dei pini di Grignano.
La vicenda, dunque, da questione urbanistica e paesaggistica torna a intrecciarsi con il confronto politico. L’associazione attribuisce a Comune e Regione la responsabilità di non aver difeso fino in fondo la linea della conservazione annunciata all’inizio del percorso.
Il tema è destinato a restare nel dibattito locale anche nelle prossime settimane. Grignano, per il suo valore simbolico e paesaggistico per Trieste e per l’intero Friuli Venezia Giulia, continua infatti a essere un banco di prova sensibile ogni volta che si interviene sul suo fronte mare.