Grande Nabois, alpinista perde l’appiglio sulla Cengia dei Camosci: morta una 35enne
L’incidente domenica pomeriggio sulle Alpi Giulie, nel gruppo del Jôf Fuart. La donna, di nazionalità tedesca, è precipitata lungo il versante nord.
Si è conclusa con una vittima un’escursione alpinistica sulle montagne friulane del gruppo del Jôf Fuart. Una donna tedesca di 35 anni ha perso la vita domenica 18 ottobre dopo una caduta avvenuta sul Grande Nabois, in un tratto esposto della Cengia dei Camosci.
L’allarme è scattato nel primo pomeriggio, quando la donna si trovava in cordata con un uomo austriaco di 32 anni. La ricostruzione iniziale indica che la 35enne sarebbe precipitata per più di cinquanta metri lungo la parete settentrionale della montagna.
Il punto dell’incidente sulle Alpi Giulie
L’episodio è avvenuto attorno alle 14.30, in un itinerario conosciuto dagli appassionati di alpinismo per i suoi passaggi tecnici. La zona è quella del Grande Nabois, nel cuore delle Alpi Giulie, su un percorso ad anello che si sviluppa attorno al massiccio di fronte alla Cengia degli Dei.
Secondo i primi elementi raccolti, la donna aveva appena oltrepassato un passaggio impegnativo quando un appiglio avrebbe ceduto all’improvviso. Da lì la perdita di equilibrio e la caduta nel vuoto, che non le ha lasciato scampo.
Un itinerario per escursionisti esperti
La Cengia dei Camosci non è un tracciato escursionistico semplice. Si tratta di un percorso con difficoltà alpinistiche, affrontato in questo caso da due persone ritenute preparate e con adeguata esperienza tecnica.
Proprio questo elemento rende ancora più evidente quanto l’ambiente di alta montagna resti esposto a rischi anche per chi ha dimestichezza con passaggi delicati e terreni severi.
Le operazioni di recupero nel pomeriggio
Nell’area del Grande Nabois sono arrivati i tecnici della stazione di Cave del Predil del Soccorso alpino FVG, insieme al Soccorso alpino della Guardia di Finanza e all’elisoccorso regionale del Friuli Venezia Giulia.
Una volta ottenuto il via libera dell’autorità giudiziaria, l’equipaggio dell’elicottero ha effettuato il recupero della salma. L’intervento si è chiuso intorno alle 17.30, al termine di un’operazione resa complessa dal contesto di parete.
Le montagne delle Giulie continuano a richiamare alpinisti ed escursionisti anche in stagione avanzata, ma incidenti come quello avvenuto sul Nabois ricordano quanto ogni tratto esposto vada affrontato con la massima prudenza. Domenica, su una delle cenge più note del gruppo, il pomeriggio si è trasformato in tragedia.