Grado, tecnologie autonome in laguna: al Museo subacqueo il punto sul progetto Brigantine
Il 5 maggio una giornata dedicata ai sistemi robotici per il controllo ambientale: focus su acque basse, fanerogame marine e nuove applicazioni di ricerca
La Laguna di Grado diventa il banco di prova di una ricerca che guarda al futuro del monitoraggio ambientale. Martedì 5 maggio, al Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico, saranno presentati gli esiti del progetto Brigantine, iniziativa coordinata dall’Università di Udine e dedicata all’impiego di mezzi autonomi in mare e sott’acqua.
L’appuntamento è fissato nel pomeriggio con il workshop “Navigating the future”, in programma dalle 14.30. Più tardi, attorno alle 17, è prevista anche una dimostrazione operativa in mare con le piattaforme robotiche sviluppate nell’ambito del progetto.
Ricerca applicata alla realtà della laguna
Il lavoro scientifico si concentra su un contesto particolarmente delicato come quello lagunare, dove servono strumenti capaci di muoversi in fondali bassi e ambienti costieri complessi. In questo quadro, i sistemi autonomi vengono utilizzati per raccogliere informazioni utili a leggere lo stato di salute dell’ecosistema.
Tra gli aspetti osservati ci sono le praterie di fanerogame marine, considerate indicatori importanti dell’equilibrio ambientale, e i principali valori fisico-chimici delle acque. L’obiettivo è mettere a disposizione dati affidabili per migliorare la conoscenza delle aree costiere e orientare scelte di gestione più sostenibili.
Come funzionano i droni marini sviluppati dal progetto
Al centro di Brigantine c’è una piattaforma robotica modulare pensata per missioni autonome. Il sistema è stato progettato per acquisire, nello stesso intervento, tipologie diverse di rilievo: misurazioni dell’acqua, dati batimetrici e immagini multispettrali.
Si tratta di strumenti sviluppati per lavorare in laguna, lungo la costa e in acque poco profonde, contesti nei quali la precisione del dato ambientale può fare la differenza sia per la ricerca sia per le attività di tutela.
Il programma dell’incontro di Grado
Durante il workshop saranno illustrati i risultati raggiunti dal progetto e le possibili ricadute delle nuove tecnologie nei controlli ambientali. Il confronto toccherà anche altri ambiti, dalle ispezioni archeologiche subacquee alla citizen science, fino ai temi legati alla ricerca marina autonoma.
Spazio anche al nodo normativo, perché i droni marini vengono inquadrati come vere e proprie imbarcazioni a guida autonoma. Un tema che accompagna l’evoluzione di questi strumenti e che interessa sempre di più chi opera tra ricerca, mare e gestione del territorio.
Un progetto internazionale coordinato dal Friuli
Brigantine dispone di un finanziamento di circa 1 milione e 716 mila euro e si inserisce nel programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027. Il coordinamento fa capo a un gruppo del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine, guidato da Sabina Susmel.
Accanto all’ateneo friulano partecipano l’Università di Zagabria, l’Università Politecnica delle Marche, l’Istituto Ruđer Bošković di Zagabria e il Corila, il consorzio che si occupa del coordinamento delle ricerche sul sistema lagunare di Venezia. L’iniziativa conferma così il ruolo del Friuli anche nei progetti che uniscono innovazione tecnologica, mare e osservazione dell’ambiente.