Gradisca riporta al centro il tema del fine vita: Bullian e Fasiolo sollecitano regole chiare
Dopo il confronto pubblico in Isontino, i due consiglieri regionali chiedono una norma nazionale e un’applicazione regionale sul suicidio medicalmente assistito.
Il dibattito sul fine vita torna a muoversi dal territorio isontino. Dopo l’incontro pubblico ospitato a Gradisca d’Isonzo, i consiglieri regionali Enrico Bullian e Laura Fasiolo rilanciano la richiesta di una disciplina precisa che consenta di applicare senza incertezze quanto già delineato dalla giurisprudenza.
Per i due esponenti del Consiglio regionale, il punto centrale è evitare che le persone interessate siano costrette a intraprendere percorsi giudiziari per vedere riconosciuta una possibilità che, entro limiti molto definiti, è stata già affrontata dalla Corte Costituzionale.
Il confronto nato a Gradisca
L’appuntamento di sabato, promosso dai Socialisti isontini con la partecipazione dell’associazione Luca Coscioni, ha rimesso al centro una questione che tocca diritti, sanità e scelte personali. Al tavolo del convegno era presente anche il medico Amato de Monte.
Nel corso dell’incontro si è ragionato sui temi già entrati nell’ordinamento, come il consenso informato, la rinuncia ai trattamenti di sostegno vitale e le disposizioni anticipate di trattamento. Accanto a questi strumenti, resta però aperto il nodo dell’accesso al suicidio medicalmente assistito.
La richiesta dei due consiglieri regionali
Bullian e Fasiolo sostengono che la sentenza 242 del 2019 rappresenti un riferimento importante, ma non ancora sufficiente sul piano operativo. A loro giudizio manca infatti una cornice legislativa capace di tradurre quei principi in procedure concrete e accessibili.
La loro posizione è duplice: da un lato una legge nazionale, dall’altro una norma regionale che renda effettiva l’applicazione all’interno del sistema sanitario. Il tema, spiegano, riguarda la possibilità di esercitare una scelta personale libera con modalità definite e tutele certe.
I limiti indicati dalla Consulta
I due consiglieri richiamano anche i criteri fissati dalla Corte Costituzionale, sottolineando che non si tratta di un ambito indistinto. Le condizioni individuate riguardano la presenza di una malattia irreversibile, sofferenze ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e una decisione pienamente consapevole della persona.
Proprio questi requisiti, nella loro lettura, mostrano quanto la materia sia circoscritta. Per questo ritengono necessario un intervento normativo che definisca passaggi, tempi e responsabilità senza lasciare spazio a soluzioni affidate caso per caso ai tribunali.
Un tema che intreccia diritti e sanità
Nel loro intervento pubblico, Bullian e Fasiolo hanno inserito il fine vita in un percorso più ampio di riconoscimento dei diritti. Citano tra i passaggi già consolidati il testamento biologico e le norme che nel tempo hanno regolato altri temi eticamente sensibili.
Da Gradisca, dunque, arriva un nuovo richiamo alla politica nazionale e regionale. L’obiettivo indicato dai due consiglieri è costruire un quadro chiaro, capace di dare risposte certe a chi si trova ad affrontare decisioni estreme, senza lasciare zone grigie nell’applicazione dei diritti già riconosciuti.