Gorizia rimette al centro il tema del confine: tre giorni di incontri, percorsi urbani e laboratori
Dal 2 al 4 ottobre 2026 il Frontiere Festival porta al Teatro Verdi e nel centro cittadino lezioni, itinerari e iniziative aperte al pubblico.
A Gorizia il confine non sarà soltanto uno sfondo geografico, ma il filo conduttore di un intero fine settimana culturale. Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2026 la città accoglierà Frontiere Festival, appuntamento costruito attorno a otto grandi temi del presente e pensato per mettere in dialogo questioni internazionali, identità e trasformazioni sociali.
Il baricentro della manifestazione sarà il Teatro Verdi, affiancato da iniziative diffuse nel cuore cittadino. Gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti, mentre per partecipare è consigliata la prenotazione attraverso i canali ufficiali del festival.
Per una città come Gorizia, segnata dalla storia di frontiera e dal rapporto quotidiano con Nova Gorica, la rassegna assume un significato particolare. Il progetto si inserisce infatti nel percorso culturale sviluppato negli ultimi anni attorno a GO! 2025 e rilancia il ruolo del territorio come luogo adatto a discutere divisioni, passaggi, appartenenze e scambi.
Un festival che parte da Gorizia per leggere il presente
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra Gruppo NEM Nordest Multimedia, Editori Laterza, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Comune di Gorizia e Regione Friuli Venezia Giulia. Tra i partner figurano anche GECT GO e Cassa Rurale FVG, con il contributo delle Università di Udine, Trieste e Nova Gorica.
La struttura del programma ruota attorno a otto coppie di opposti o di tensione: Cina e Stati Uniti, sionismo e diaspora, giovani e adulti, finito e infinito, maschile e femminile, bello e brutto, naturale e artificiale, Oriente e Occidente. Un'impostazione che punta a trasformare il festival in uno spazio di confronto più che in una semplice successione di conferenze.
Gli appuntamenti al Teatro Verdi
L'apertura ufficiale è prevista venerdì 2 ottobre alle 16 nel Ridotto del Teatro Verdi. Poco dopo, alle 17.30, Giada Messetti affronterà il rapporto tra Cina e Usa, concentrandosi sugli equilibri e sulle interdipendenze tra le due potenze. In serata, alle 21, Anna Foa porterà al centro il tema sionismo-diaspora, intrecciando memoria e identità ebraica contemporanea.
La giornata di sabato 3 ottobre proporrà tre incontri. Alle 15.30 Matteo Lancini si soffermerà sul rapporto tra giovani e adulti, tra fragilità adolescenziali e necessità di ascolto. Alle 17.30 Paolo Ferri guiderà il pubblico in una riflessione sul binomio universo finito-universo infinito. Alle 21 sarà la volta di Vera Gheno, che discuterà il rapporto maschile-femminile anche attraverso il ruolo della lingua nella costruzione delle identità.
Nel cartellone sono annunciati inoltre Maurizio Ferraris, Stefano Velotti e Alessandro Vanoli, chiamati a completare il percorso con contributi dedicati rispettivamente all'intelligenza artificiale, all'estetica e al dialogo tra Oriente e Occidente.
La città come spazio del festival
Accanto al programma in teatro, Frontiere Festival si allarga alle vie del centro con Crossroads, progetto promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Anche in questo caso la partecipazione è gratuita fino a esaurimento dei posti, con prenotazione consigliata.
Crossroads sarà attivo nel pomeriggio, dalle 15 alle 20, e contribuirà a rendere il festival una presenza visibile nello spazio urbano. È una scelta coerente con il profilo di Gorizia, che proprio nella dimensione di crocevia tra lingue e culture trova una delle sue chiavi più riconoscibili.
Laboratori, visite e cucina di frontiera
Il Comune di Gorizia affiancherà il calendario principale con le Frontiere Experience, un insieme di attività che comprende laboratori creativi, visite guidate, presentazioni editoriali e proposte legate al cibo. L'obiettivo è raccontare il territorio anche attraverso una tavola nata dall'incontro tra tradizioni friulane, slovene e austriache.
Tra i luoghi coinvolti o segnalati nel percorso del festival figurano la DAG - Digital Art Gallery di Piazza della Vittoria, il Castello di Gorizia, i Musei provinciali, la Sinagoga di via Ascoli e la mostra Lasciapassare/Prepustnica.
Per il pubblico friulano sarà un'occasione per tornare a osservare Gorizia non solo come sede di eventi, ma come città che usa la propria storia per aprire una riflessione contemporanea. È su questo equilibrio tra dimensione locale e temi globali che Frontiere Festival proverà a costruire il suo significato più forte.