Gorizia ridisegna l’area dell’ex ospedale: fondi regionali per gli accessi al futuro campus
La Regione mette 3 milioni sulla viabilità legata al nuovo polo scolastico. Dal cantiere emergono criticità strutturali e una bonifica molto ampia.
Il futuro dell’area di via Vittorio Veneto passa ora da due passaggi chiave: la trasformazione dell’ex Ospedale Civile in un nuovo campus scolastico e un intervento dedicato agli accessi, sostenuto dalla Regione con 3 milioni di euro. È questo il quadro che accompagna una delle operazioni urbanistiche più rilevanti per Gorizia.
Nel frattempo, le attività di demolizione hanno restituito una fotografia più netta dello stato del complesso dismesso. Durante il cantiere, come riferito dalla Regione, sono emerse debolezze strutturali marcate e una presenza quasi assente di dispositivi antisismici, tra cui i cordoli armati.
A fare il punto sullo stato dell’intervento è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, intervenuta sul percorso che sta portando alla riconversione dell’area.
Un’area destinata a cambiare funzione
Il progetto previsto per il sito goriziano immagina un nuovo polo per la formazione e la vita cittadina. L’idea è quella di concentrare nello stesso comparto scuole, spazi condivisi e servizi, con strutture pensate non solo per l’attività didattica ma anche per l’uso collettivo.
Nel disegno complessivo trovano posto auditorium, biblioteca, mensa, palestra, impianti sportivi e zone aperte. La nuova viabilità finanziata dalla Regione dovrà accompagnare questa trasformazione, rendendo più funzionale l’accesso a un’area destinata a essere vissuta ogni giorno da studenti, personale scolastico e famiglie.
Dal cantiere indicazioni nette sulle condizioni del fabbricato
Uno degli elementi più significativi emersi durante le lavorazioni riguarda la consistenza reale degli edifici. Secondo quanto spiegato, alcune porzioni hanno mostrato cedimenti in tempi molto rapidi, un dato che ha contribuito a definire con maggiore precisione il livello di compromissione del complesso.
La valutazione tecnica, alla luce di quanto riscontrato in cantiere, ha quindi rafforzato il quadro di un immobile arrivato a una condizione molto critica. Per la Regione, si tratta di elementi utili per misurare in modo concreto le possibilità di recupero e le condizioni di sicurezza.
Al degrado strutturale si aggiungeva anche quello accumulato nel tempo. All’interno dell’ex ospedale erano stati trovati giacigli e coperte, mentre negli anni non erano mancati ingressi non autorizzati, episodi vandalici e incendi dolosi che avevano richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco.
La bonifica ha riguardato l’intero compendio
Una parte molto rilevante dell’operazione ha interessato la messa in sicurezza ambientale dell’area. La documentazione della Direzione lavori indica che le verifiche sull’intero compendio, avviate nei primi anni Duemila da Asugi, sono state completate nell’appalto attualmente in corso.
Nel monoblocco sono state rimosse e smaltite oltre 25,8 tonnellate di materiali contenenti amianto. A queste si sono sommate altre circa 12 tonnellate individuate nei cunicoli e in ulteriori punti emersi durante le lavorazioni. Il totale arriva così a sfiorare le 38 tonnellate.
Gli interventi non si sono limitati agli edifici principali. La bonifica è stata estesa anche ai cunicoli e alle altre zone coinvolte dal cantiere, con la rimozione dei materiali contaminati, compresa una quantità significativa di fibre artificiali vetrose.
Le operazioni hanno toccato inoltre i padiglioni servizi, più volte richiamati nel confronto pubblico come possibili strutture recuperabili in tempi brevi. Le verifiche eseguite durante il cantiere hanno però evidenziato anche in questi spazi la necessità di lavori importanti per amianto e Fav.
Le misure adottate durante la demolizione
La Direzione lavori ha precisato che l’intervento è stato condotto nel rispetto delle norme ambientali e delle disposizioni previste per la sicurezza nei cantieri. Per le attività di demolizione e frantumazione sono state acquisite le autorizzazioni in deroga richieste per il rumore.
Nel corso delle operazioni sono stati inoltre utilizzati sistemi di schermatura e strumenti di mitigazione degli impatti. Un passaggio tecnico che accompagna una trasformazione destinata a incidere in modo profondo su una porzione importante della città.
Per Gorizia si apre così una nuova fase: da un complesso non più utilizzabile a uno spazio che, nelle intenzioni della pianificazione regionale, dovrà diventare un riferimento per la scuola e per la comunità urbana.