Krško, a Gorizia si riapre il confronto sulla centrale slovena tra timori e richieste di rassicurazioni
Il dibattito coinvolge il sindaco Rodolfo Ziberna e ORA! Gorizia: al centro sicurezza, rischio sismico, controlli internazionali e collaborazione tra Italia e Slovenia.
La centrale nucleare di Krško, in Slovenia, torna al centro del dibattito pubblico anche a Gorizia. A riaccendere l’attenzione sono state le osservazioni del sindaco Rodolfo Ziberna, seguite dalla presa di posizione di ORA! Gorizia, in un confronto che mette insieme preoccupazioni locali, verifiche tecniche e gestione della sicurezza in un’area vicina al confine.
Il tema, per il territorio goriziano, resta particolarmente sensibile proprio per la collocazione dell’impianto, poco oltre la frontiera, e per le ricadute che un eventuale problema potrebbe avere anche sul versante italiano. Da qui il nuovo scambio di valutazioni tra chi chiede un supplemento di attenzione istituzionale e chi invita invece a basarsi sugli strumenti di controllo già esistenti.
Le preoccupazioni espresse dal sindaco
Ziberna ha richiamato l’attenzione sulla necessità di non abbassare la guardia rispetto alla centrale slovena, sottolineando in particolare due aspetti: la vicinanza all’Italia e la lunga attività dell’impianto. Secondo il sindaco, questi elementi rendono opportuno mantenere alta la vigilanza e aggiornare costantemente le valutazioni sulla sicurezza.
Nel suo intervento viene evidenziata anche l’esigenza di approfondire il quadro relativo alla sismicità dell’area, alla luce di studi recenti, e di disporre di informazioni tecniche sempre più trasparenti. Un altro punto sollevato riguarda il coordinamento tra i due Paesi sui piani di emergenza, considerato un passaggio importante per una gestione efficace di eventuali criticità.
La posizione di ORA! Gorizia
Di diverso tenore la replica di ORA! Gorizia, che invita a mantenere il confronto su basi tecnico-scientifiche, facendo riferimento ai dati certificati e ai sistemi di sorveglianza internazionale che interessano il settore nucleare. L’associazione ritiene che il tema vada affrontato evitando allarmismi e concentrandosi sugli elementi verificabili.
Secondo ORA! Gorizia, la centrale di Krško è inserita in un sistema di controlli articolato, che comprende aggiornamenti tecnologici, verifiche dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e gli stress test europei già superati. In questa lettura, non emergerebbero elementi tali da mettere in discussione l’attuale operatività dell’impianto.
L’associazione richiama inoltre il fatto che anche il rischio sismico rientra in un monitoraggio continuo. Per questo, la valutazione sulla sicurezza dovrebbe restare ancorata ai riscontri delle autorità competenti e alle procedure di verifica già previste a livello internazionale.
Sicurezza, informazione e rapporti transfrontalieri
Il punto di incontro, pur in un confronto dalle posizioni diverse, resta la centralità della sicurezza. Da una parte viene chiesto di rafforzare prevenzione, aggiornamento dei protocolli e comunicazione istituzionale verso il territorio; dall’altra si ribadisce che il presidio tecnico esiste già ed è affidato a organismi competenti e a procedure multilivello.
Nel dibattito rientra anche la cooperazione tra Italia e Slovenia. ORA! Gorizia ricorda infatti l’esistenza di accordi già attivi dal 2010 in materia di sicurezza nucleare, considerati adeguati sul piano della collaborazione oltreconfine. Un aspetto che, nel contesto goriziano, continua però a essere osservato con particolare attenzione proprio per la prossimità geografica della centrale.
La discussione, quindi, resta aperta e tocca un tema che per Gorizia ha un peso concreto: quello del rapporto tra rassicurazioni tecniche e percezione del rischio. Sullo sfondo rimane la richiesta, condivisa pur con accenti differenti, che informazione, controlli e coordinamento tra istituzioni siano costanti e chiari per il territorio.