Gorizia, l’ex Filzi va verso l’abbattimento: aperta la fase decisiva per liberare l’area di via Pola

Scadenza fissata all’8 giugno per le offerte. Dopo la demolizione, spazio a impianti sportivi comunali e a un nuovo edificio residenziale gestito da ATER.

29 maggio 2026 09:11
Gorizia, l’ex Filzi va verso l’abbattimento: aperta la fase decisiva per liberare l’area di via Pola -
Condividi

Il futuro dell’area dell’ex Convitto Fabio Filzi entra in un passaggio concreto: ATER Gorizia ha avviato l’ultima parte della procedura per assegnare i lavori di abbattimento dello stabile di via Pola 5, un intervento atteso da anni in una porzione della città rimasta a lungo senza una funzione definita.

Le proposte per partecipare alla gara dovranno essere presentate entro l’8 giugno. A seguire, l’ente completerà l’affidamento. L’obiettivo indicato è arrivare alla conclusione della demolizione entro la fine del 2026, così da rendere disponibile il lotto per i passaggi successivi, tra progettazione e nuovi cantieri.

Come cambierà la zona di via Pola

La trasformazione prevista non riguarda un solo intervento, ma una ridefinizione complessiva dell’area. Il comparto sarà infatti suddiviso in due parti, con destinazioni differenti concordate tra Comune e ATER Gorizia.

Nella porzione affacciata su via Pola toccherà al Comune sviluppare la parte sportiva. Qui sono in programma una palestra pensata secondo gli standard CONI, di 995 metri quadrati, e un campo da calcetto a 5 di 500 metri quadrati con tribune e posti a sedere. La struttura sarà utilizzabile anche dalla vicina scuola elementare di via Zara, oltre che per le attività del pomeriggio. La progettazione di questa sezione risulta già affidata.

La seconda parte del lotto, servita da un accesso carrabile autonomo, sarà invece destinata a un nuovo edificio abitativo sotto la gestione di ATER. Il piano prevede 12 alloggi rivolti a fasce protette, distribuiti su tre livelli, con ascensore, impianto centralizzato e supporto di pannelli fotovoltaici per i consumi delle parti comuni.

Secondo quanto comunicato da ATER, l’impianto complessivo è pensato per creare un punto di riferimento in un’area periferica, mettendo insieme funzioni sociali e sportive con attenzione ai costi di gestione e alla sostenibilità.

Un progetto partito da lontano

L’intervento affonda le radici nel 2016, quando il sito venne inserito nel Programma Straordinario per la Riqualificazione Urbana e la Sicurezza delle Periferie delle Città, approvato con DPCM del 25 maggio di quell’anno. Il quadro economico complessivo è di 10,4 milioni di euro.

Di questa cifra, circa 7,1 milioni sono destinati ai lavori, mentre 3,3 milioni coprono demolizione e somme a disposizione. Dopo una lunga fase di rallentamento, il percorso è stato rimesso in moto grazie all’intesa con il Comune di Gorizia.

Perché si è scelto di demolire

L’immobile era stato realizzato nei primi anni Sessanta per conto dell’I.S.E.S., Istituto per lo Sviluppo dell’Edilizia Sociale, come collegio maschile destinato ai profughi giuliani e dalmati. In un secondo momento passò alla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e venne utilizzato per i corsi dell’I.R.Fo.P., Istituto Regionale per la Formazione Professionale.

Dagli anni Novanta in poi, tra l’adeguamento alle norme introdotte dalla Legge 626/94 e il progressivo peggioramento delle condizioni strutturali, l’edificio fu dismesso e adibito a deposito e archivio. Nel 2002 la Giunta regionale autorizzò il trasferimento dell’immobile ad ATER Gorizia.

Le verifiche tecniche successive hanno evidenziato che un recupero dell’edificio, in un contesto sismico come quello goriziano, avrebbe richiesto opere molto pesanti e difficilmente conciliabili con gli standard previsti dalla normativa vigente, in particolare dalle NTC 2018. Da qui la decisione di procedere con l’abbattimento come passaggio necessario prima della nuova sistemazione dell’area.

Prima di arrivare a questa fase sono già stati eseguiti alcuni interventi preparatori, tra cui la bonifica dell’amianto presente nelle pavimentazioni e la rimozione dei serbatoi interrati del vecchio impianto di riscaldamento a gasolio. Lo stabile occupa una superficie coperta di 2.400 metri quadrati all’interno di un’area complessiva di 8.720 metri quadrati.

Le prossime tappe

Il presidente di ATER Gorizia, Daniele Sergon, ha definito l’operazione uno degli interventi più rilevanti per la città, sottolineando il valore del recupero di uno spazio inutilizzato da decenni e la collaborazione avviata con l’amministrazione comunale per restituire alla zona funzioni utili sul piano abitativo e sportivo.

La scadenza dell’8 giugno rappresenta dunque il prossimo snodo amministrativo. Se l’iter procederà senza ostacoli, l’ex Filzi potrà lasciare il posto a un nuovo assetto urbano pensato per rispondere a esigenze diverse, dalla scuola allo sport fino all’abitare sociale.

Per Gorizia si tratta di un passaggio atteso, perché riguarda un vuoto urbano rimasto irrisolto per molti anni e che ora si avvia a diventare uno spazio con servizi e funzioni più vicini ai bisogni del quartiere.

Segui Prima Friuli