Giovanni da Udine, scontro in Consiglio sui fondi 2026: Moretuzzo parla di deficit da 250 mila euro
Il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg contesta lo stanziamento regionale per la Fondazione e riapre il tema del peso di Udine nelle scelte culturali.
Nel confronto politico sull’assestamento del Friuli Venezia Giulia, a tenere banco è anche il futuro economico del Teatro Giovanni da Udine. In aula, Massimo Moretuzzo ha messo sotto accusa la scelta della Regione sul finanziamento 2026 della Fondazione, sostenendo che per il principale teatro udinese mancherebbero all’appello 250 mila euro rispetto al bilancio preventivo approvato dall’ente.
Il consigliere regionale e capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg ha portato la questione durante la discussione dell’articolo seguito dall’assessore Anzil, indicando come dato più critico quello relativo al prossimo esercizio: secondo la sua ricostruzione, per il 2026 sono previsti 799 mila euro, una cifra inferiore sia rispetto a quanto atteso dalla Fondazione sia rispetto all’anno precedente.
Il punto sollevato per Udine
Per Moretuzzo, il nodo non riguarda soltanto un numero di bilancio, ma il segnale politico che ne deriverebbe per la città. Il teatro, ha osservato, riceverebbe 73 mila euro in meno rispetto alla finanziaria precedente e resterebbe distante di un quarto di milione dal preventivo votato dal consiglio di amministrazione della Fondazione.
Nel suo intervento, il capogruppo ha insistito sul fatto che la Regione partecipa direttamente all’ente e che, negli anni scorsi, il contributo inserito in manovra si avvicinava normalmente alla quota prevista nei documenti economici del teatro.
I numeri richiamati in aula
Per sostenere la sua tesi, Moretuzzo ha richiamato due annualità. Sul 2023 ha ricordato che, a fronte di un preventivo di 860 mila euro, lo stanziamento iniziale regionale era stato di 862 mila euro, poi aumentato con ulteriori risorse arrivate in due momenti successivi: 88 mila euro in assestamento e altri 84 mila euro a novembre.
Quanto al 2025, il confronto proposto dall’esponente dell’opposizione parte da un preventivo di 950 mila euro. In quel caso, secondo i dati citati in aula, la somma inserita all’inizio era pari a 872 mila euro, poi incrementata di altri 87 mila, fino a raggiungere un totale di 959 mila euro.
Da questo raffronto nasce la contestazione: secondo Moretuzzo, con un bilancio regionale oggi più ampio rispetto al passato, il ridimensionamento previsto per Udine non sarebbe in linea con quanto avvenuto negli anni precedenti.
La replica contestata sulle altre linee di finanziamento
Un altro passaggio del dibattito ha riguardato le motivazioni richiamate dall’assessore Anzil. Moretuzzo ha respinto l’idea che il quadro complessivo possa essere riequilibrato considerando altri capitoli di spesa destinati al Giovanni da Udine.
Nella sua lettura, si tratterebbe infatti di strumenti già presenti e non di risorse nuove. Tra questi ha citato i fondi per la lirica, che a suo giudizio sono collegati all’acquisto di produzioni del Teatro Verdi di Trieste, e gli stanziamenti per la manutenzione, distinti dal sostegno ordinario alle attività della Fondazione.
Lo stesso ragionamento è stato esteso anche alla partecipazione ordinaria della Regione, indicata in 100 mila euro l’anno. Per Moretuzzo, questa voce non può essere usata per colmare il divario denunciato, così come andrebbe considerata a parte anche la quota un tempo riferita alla Provincia di Udine, oggi assorbita dalla Regione e quantificata in 70 mila euro annui.
Il confronto con gli altri enti culturali regionali
Nel dibattito è emerso anche il paragone con altre realtà dello spettacolo in Friuli Venezia Giulia. Secondo quanto riferito da Moretuzzo, l’assessore avrebbe richiamato tagli che riguarderebbero pure l’ERT e il Teatro Verdi di Pordenone.
Il consigliere ha però sostenuto che il parallelismo non regga. Nel caso dell’ERT, ha osservato, in assestamento sarebbero arrivate risorse significative; su Pordenone, invece, il ragionamento andrebbe letto dentro un quadro più ampio di finanziamenti distribuiti su più capitoli, in modo simile a quanto avvenuto con GO!2025.
La conclusione politica esposta in aula è quindi netta: per Moretuzzo, la realtà che uscirebbe davvero penalizzata da questa manovra sarebbe Udine. Molto dipenderà ora da come verranno distribuite le somme collocate nel capitolo complessivo dedicato ai teatri, passaggio che potrà chiarire se la Giunta intenda ridurre almeno in parte la distanza oggi evidenziata tra il preventivo della Fondazione e lo stanziamento finora previsto.