A Gemona dieci giorni dedicati alla Protezione civile: nel 2026 il Friuli torna al centro delle grandi esercitazioni

Il programma prevede esercitazioni, tavole rotonde e la sfilata finale, con partner da Austria, Croazia e Slovenia.

24 settembre 2026 11:22
A Gemona dieci giorni dedicati alla Protezione civile: nel 2026 il Friuli torna al centro delle grandi esercitazioni -
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GEMONA DEL FRIULI - Gemona ospiterà dal 25 settembre al 4 ottobre 2026 il Raduno interregionale del volontariato di Protezione civile del Nord Italia, appuntamento che nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 riporta in Friuli esercitazioni, momenti di confronto tecnico e iniziative pubbliche legate alla gestione delle emergenze. Il fulcro sarà Gemona del Friuli, con attività distribuite anche tra Palmanova e Venzone.

L’apertura è fissata per venerdì 25 settembre alle ore 9, con la simulazione di un terremoto con epicentro a Gemona e la convocazione dell’Unità di crisi. Si tratta di un’esercitazione transfrontaliera che coinvolgerà il Dipartimento nazionale, la mobilitazione delle colonne mobili regionali e partner istituzionali di Austria, Croazia e Slovenia, rispettivamente Carinzia, Istria e area slovena.

L’iniziativa è stata annunciata dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che ha collegato il significato del raduno alla memoria del sisma del 1976 e alla nascita del moderno sistema di soccorso. In questo quadro, Gemona torna a essere luogo simbolico ma anche operativo, con attività rivolte in particolare ai volontari e al coordinamento tra strutture regionali e internazionali.

Il programma dei primi giorni

Dopo la simulazione iniziale, alle 14 di venerdì 25 settembre, nella sede della Protezione civile di Palmanova si riunirà il Corem, collegato con Sala Italia. Alle 16 partirà dalla città stellata la colonna mobile regionale verso la caserma Goi Pantanali, dove sarà allestita una tendopoli da 250 posti letto.

Dal 25 settembre al 1 ottobre sarà inoltre visitabile una mostra dei mezzi di Protezione civile, Vigili del fuoco e Croce rossa. Il raduno entrerà poi nella sua fase più ampia giovedì 1 ottobre, quando al mattino arriveranno le colonne mobili del Nord Italia e i partner transfrontalieri. Per venerdì 2 ottobre sono invece previste visite guidate dedicate ai volontari.

Nel calendario del cinquantenario del sisma rientra anche il richiamo ai luoghi della memoria e dell’emergenza in Friuli, come raccontato nel volume sul terremoto in Friuli, che ricostruisce una delle pagine più drammatiche di quei giorni.

Le esercitazioni del 3 ottobre

La giornata centrale sarà quella di sabato 3 ottobre, con esercitazioni in programma dalle 9 alle 14. Le prove riguarderanno la ricerca di dispersi, l’installazione di un posto medico avanzato, il censimento della popolazione, l’evacuazione di scuole e di una struttura per persone con disabilità, il recupero dei beni culturali, le telecomunicazioni nella catena di comando e l’agibilità degli edifici danneggiati.

Sempre sabato, dalle 15 alle 16.30, nel teatro della caserma Manlio Feruglio di Venzone è prevista una tavola rotonda scientifica con esperti nazionali sulla gestione del rischio. Dalle 17 alle 18.30 seguirà una seconda tavola rotonda, questa volta riservata ai direttori regionali, dedicata alla logistica d’emergenza transfrontaliera.

Il raduno si inserisce nel lavoro più ampio del sistema di volontariato e soccorso, tema che in Friuli Venezia Giulia resta centrale anche attraverso riconoscimenti come il premio dedicato a Protezione Civile, Vigili del fuoco e Alpini.

Sfilata finale a Gemona

La chiusura è in programma domenica 4 ottobre. Alle 9 partirà la sfilata per le vie di Gemona delle delegazioni delle Regioni, delle Province autonome, del Dipartimento nazionale e degli Stati confinanti. Dopo gli interventi istituzionali, alle 13 è previsto il pranzo conclusivo alla caserma Goi Pantanali.

Riccardi ha sottolineato che la partecipazione internazionale dà al raduno una dimensione che supera i confini regionali, puntando sul confronto tra esperienze diverse e sulla collaborazione tra sistemi di protezione. Il programma, però, resta molto concreto: simulazioni operative, logistica d’emergenza, coordinamento tra sale operative e attività sul campo affidate ai volontari.

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