Gemona, il caso Bocelli esce dall’aula politica: esposti a Anac e Corte dei Conti
Il Pd porta la vicenda del concerto del 7 maggio 2026 davanti agli organi di controllo e mette nel mirino procedura scelta e impiego di oltre 3 milioni pubblici.
La discussione sul concerto di Andrea Bocelli previsto a Gemona del Friuli compie un passo ulteriore e si sposta sul terreno delle verifiche formali. Il gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha infatti trasmesso una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione e, parallelamente, alla Procura regionale della Corte dei Conti.
A rendere pubblica l’iniziativa è stato il capogruppo dem Diego Moretti, che collega l’invio degli atti alla documentazione raccolta nei mesi scorsi sul grande evento annunciato per il 7 maggio 2026. Al centro dell’esposto ci sono sia il percorso amministrativo seguito per organizzare la serata sia la scelta di destinare risorse pubbliche all’operazione.
Il nodo delle risorse pubbliche
Nel ragionamento del Pd, il punto più pesante riguarda l’entità dei fondi impiegati. Moretti contesta l’utilizzo di oltre 3 milioni di euro per il concerto, una cifra che definisce non accettabile sul piano politico e nella sostanza dei fatti, chiedendo che su questa decisione venga fatta piena chiarezza.
La vicenda, dunque, non viene letta solo come una questione procedurale. Per l’opposizione regionale pesa soprattutto il rapporto tra spesa pubblica e finalità dell’iniziativa, tema che nelle ultime settimane ha acceso il confronto ben oltre i confini di Gemona.
La procedura finita sotto osservazione
Nella segnalazione viene richiamata la procedura negoziata senza bando scelta per l’organizzazione dell’evento. È questo uno degli aspetti su cui il Pd chiede una valutazione all’Anac nell’ambito della vigilanza sui contratti pubblici.
Sarà ora l’Autorità a esaminare quanto trasmesso e a valutare se emergano elementi da approfondire. Un invio analogo è stato indirizzato anche alla magistratura contabile, chiamata a considerare i profili di propria competenza.
Le tappe che hanno portato agli esposti
L’iniziativa annunciata da Moretti arriva al termine di un percorso già avviato in primavera. Il primo passaggio era stata un’interrogazione presentata a maggio; successivamente, ad agosto, è stato effettuato l’accesso agli atti, che secondo il capogruppo dem ha fornito gli elementi per formalizzare la richiesta di verifica.
Il caso del concerto a Gemona era già diventato uno dei dossier politici più discussi dell’estate in Friuli Venezia Giulia. Con l’invio degli esposti, però, il confronto si sposta da una dimensione esclusivamente politica a quella degli organismi chiamati a controllare legittimità e corretto impiego delle risorse.
Lo scontro con la maggioranza regionale
Accanto agli aspetti amministrativi, resta aperto anche il fronte politico. Moretti ha criticato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga per il mancato intervento pubblico sulla vicenda e ha chiamato in causa l’assessore Riccardi, indicato dal Pd come figura centrale nel dossier.
Secondo il capogruppo democratico, il silenzio arrivato dalla presidenza regionale dopo mesi di polemiche e dopo la diffusione nazionale della notizia sarebbe un elemento che pesa nel giudizio politico complessivo. Per il momento, però, il fatto nuovo è soprattutto questo: il concerto di Bocelli a Gemona entra ufficialmente nel radar di Anac e Corte dei Conti, mentre in Friuli continua il confronto sull’uso dei fondi pubblici per l’evento.