Gemona verso il 2026: il raduno triveneto Ana si lega alla memoria della ricostruzione
L’appuntamento del 19, 20 e 21 giugno 2026 entra nel percorso organizzativo: al centro il valore civile del ricordo del sisma e del dopo terremoto.
Non sarà soltanto una grande adunata associativa. A Gemona del Friuli il raduno triveneto degli Alpini del 2026 prende forma come un appuntamento strettamente connesso alla memoria collettiva del terremoto e alla rinascita del territorio friulano.
La manifestazione del 3° Raggruppamento Ana è fissata dal 19 al 21 giugno 2026 e in queste settimane continua il lavoro del comitato strategico che sta seguendo la preparazione dell’evento. Alla riunione ha preso parte anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli.
Un evento che guarda alla storia del Friuli
Il senso dell’iniziativa, nelle intenzioni degli organizzatori, va oltre il calendario delle celebrazioni alpine. Il raduno sarà infatti inserito nel quadro delle iniziative che richiamano il sisma del 1976 e soprattutto ciò che il Friuli seppe costruire dopo quei giorni, trasformando una ferita profonda in un percorso di ricostruzione riconosciuto ancora oggi come esempio.
Nel suo intervento, Zilli ha richiamato proprio questo passaggio storico, sottolineando il contributo dato dagli Alpini fin dalle prime fasi dell’emergenza. La loro presenza accanto alle popolazioni colpite viene indicata come una delle componenti decisive di quella risposta collettiva che ha segnato la rinascita del territorio.
Il lavoro del comitato nato dopo la candidatura
L’organismo che segue il raduno si è formato nel 2024, dopo il via libera alla candidatura di Gemona da parte dell’Ana. Attorno al tavolo siedono istituzioni e rappresentanti del mondo alpino, con l’obiettivo di costruire un appuntamento che abbia un forte significato per la comunità locale oltre che per i partecipanti provenienti dal Triveneto.
Del comitato fanno parte il sindaco di Gemona Roberto Revelant, il presidente della sezione Ana di Gemona Ivo Del Negro, il presidente della sezione Ana di Udine Mauro Ermacora, il generale Nereo Giantin e il colonnello Luigi Teot, insieme alla rappresentante della Giunta regionale.
Dal confronto emerso finora, il percorso organizzativo viene descritto come condiviso e sostenuto da una rete ampia, nella quale rientrano enti, associazioni, volontari e realtà del territorio. Un’impostazione che punta a dare all’evento una dimensione non solo celebrativa, ma anche identitaria.
Gemona come luogo simbolo
Per il Friuli, e in particolare per Gemona, il raduno del 2026 assume un valore che tocca direttamente la storia della comunità. La città resta uno dei luoghi simbolo del terremoto e della ricostruzione, e proprio per questo l’appuntamento Ana viene letto come un’occasione per rimettere al centro una memoria che continua a parlare anche alle generazioni più giovani.
Zilli ha rimarcato come Gemona rappresenti ancora oggi un segno concreto di quella rinascita alla quale gli Alpini contribuirono con impegno e presenza sul campo. Da qui l’idea di un raduno che celebri non solo l’appartenenza associativa, ma anche i valori di solidarietà, operosità e comunità maturati in una delle stagioni più difficili della storia friulana.
Da qui al giugno 2026 il lavoro proseguirà sul piano organizzativo, ma il messaggio che accompagna l’evento è già chiaro: a Gemona l’incontro degli Alpini sarà anche un momento pubblico di ricordo e riconoscenza verso chi aiutò il Friuli a rialzarsi.