Galimberti inaugura CortinAteatro con una serata dedicata al significato della verità

Il 30 ottobre all’Alexander Girardi Hall di Cortina d’Ampezzo il filosofo apre la stagione 2026/2027 con “Le disavventure della verità”.

28 ottobre 2026 10:41
Galimberti inaugura CortinAteatro con una serata dedicata al significato della verità -
Condividi

Una lezione-spettacolo sul senso del vero, nel tempo delle informazioni continue e dell’intelligenza artificiale, aprirà il nuovo cartellone di CortinAteatro. A dare il via alla stagione 2026/2027 sarà Umberto Galimberti, atteso venerdì 30 ottobre alle 20.45 all’Alexander Girardi Hall di Cortina d’Ampezzo.

L’appuntamento mette al centro una domanda che attraversa filosofia, linguaggio e vita pubblica: che cosa consideriamo vero oggi? È da qui che prende forma “Le disavventure della verità”, incontro tratto dall’omonimo volume pubblicato da Feltrinelli.

Un’apertura affidata a un tema centrale del presente

La rassegna culturale promossa dal Comune di Cortina d’Ampezzo e ideata con il coordinamento dell’associazione Musincantus sceglie dunque di partire da uno dei nodi più discussi del nostro tempo. Non soltanto la diffusione delle fake news, ma anche il cambiamento stesso del significato attribuito alla parola “verità” entrano nella riflessione proposta da Galimberti.

Nella società dominata dalla tecnica, infatti, il rischio evidenziato dal filosofo è che venga ritenuto vero soprattutto ciò che appare utile, efficiente, capace di produrre effetti. Un’impostazione che sposta il discorso dal piano del significato a quello della funzionalità.

Dai Greci alla tecnologia contemporanea

Il percorso sviluppato in scena attraversa passaggi fondamentali della cultura occidentale. Si parte dal pensiero greco, dove la verità viene intesa come disvelamento, per arrivare alla tradizione ebraica, che la lega invece alla fedeltà della parola data, fino alla scienza moderna, fondata sul criterio della verificabilità.

Secondo questa lettura, l’età della tecnica introduce un ulteriore cambiamento: vero diventa ciò che funziona. È su questo slittamento che Galimberti concentra l’attenzione, interrogandosi sulle conseguenze di una realtà in cui gli strumenti creati dall’uomo finiscono per definire l’ambiente stesso in cui l’uomo vive.

Il tema tocca da vicino anche il presente più immediato, dal modo in cui circolano le notizie al rapporto sempre più stretto con i sistemi di intelligenza artificiale.

CortinAteatro apre con Umberto Galimberti e una lezione sulla verità
CortinAteatro apre con Umberto Galimberti e una lezione sulla verità

Il profilo del filosofo ospite della rassegna

Galimberti è tra i nomi più noti del pensiero italiano contemporaneo. Filosofo e psicoanalista junghiano, è stato allievo di Emanuele Severino e Karl Jaspers e ha insegnato all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel corso degli anni ha affiancato all’attività accademica una presenza costante nel dibattito pubblico, attraverso libri, articoli e interventi divulgativi.

La questione della verità accompagna da tempo il suo lavoro. Non a caso, tra le sue prime traduzioni figurano testi di Jaspers e Heidegger proprio dedicati a questo tema, poi tornato più volte nelle sue analisi sulla società tecnologica e sulle trasformazioni dell’uomo contemporaneo.

Il calendario prosegue a novembre

Dopo l’apertura con Galimberti, il programma di CortinAteatro continuerà martedì 24 novembre, sempre alle 20.45 all’Alexander Girardi Hall, con Violante Placido protagonista di “Marylin”, monologo performativo dedicato alla figura di Marilyn Monroe nel centenario della nascita dell’attrice.

I biglietti per gli appuntamenti della stagione sono disponibili all’Infopoint di Cortina d’Ampezzo, alla Cooperativa di Cortina e sulla piattaforma Vivaticket. La rassegna è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto e da RetEventi Provincia di Belluno, con il contributo di Prosecco DOC, CortinaBanca e La Cooperativa di Cortina.

Per il pubblico del Nordest si tratta di un avvio di stagione che punta su un nome capace di richiamare attenzione ben oltre i confini bellunesi, con un tema che parla direttamente anche alle comunità del Friuli, sempre più coinvolte nelle trasformazioni culturali e tecnologiche del presente.

Segui Prima Friuli