Fvg, scontro in Consiglio sul contrasto al caporalato: tolto l’Osservatorio regionale
Dopo il voto che cancella lo strumento previsto dalla norma, l’opposizione contesta il metodo e chiede un passaggio in Commissione con assessore e parti sociali.
La decisione presa in Consiglio regionale riapre il confronto politico su uno dei temi più sensibili per il lavoro in Friuli Venezia Giulia: il controllo dello sfruttamento occupazionale, con particolare attenzione al comparto agricolo. Al centro della polemica c’è l’eliminazione della disposizione che aveva previsto l’Osservatorio regionale dedicato al fenomeno del caporalato.
A contestare la scelta è il capogruppo del Patto per l’Autonomia – Civica FVG, Massimo Moretuzzo, intervenuto dopo l’approvazione di un emendamento della maggioranza che ha cancellato lo strumento. Per l’esponente di opposizione, il segnale che arriva al mondo del lavoro regionale è negativo, soprattutto perché la norma viene superata a poca distanza dalla sua introduzione.
Il nodo politico aperto dopo il voto
Secondo Moretuzzo, su una materia così delicata sarebbe servito un percorso diverso, basato su una discussione approfondita prima di arrivare alla soppressione della misura. La critica non riguarda soltanto il merito della decisione, ma anche il metodo seguito per arrivarci.
Nella sua valutazione, la sede più adatta sarebbe stata la Commissione consiliare competente, con un confronto che coinvolgesse l’assessore di riferimento e i soggetti interessati. L’obiettivo, sostiene, avrebbe dovuto essere quello di verificare eventuali problemi emersi nella fase di avvio dell’organismo e, se necessario, correggerne l’impostazione invece di eliminarlo del tutto.
Le obiezioni dell’opposizione
Il capogruppo del Patto per l’Autonomia – Civica FVG parla di una scelta sbagliata e sottolinea come la maggioranza abbia finito per rimettere in discussione un impianto normativo approvato in precedenza. A suo giudizio, anche in presenza di criticità, la risposta non avrebbe dovuto essere la cancellazione pura e semplice dello strumento.
Nel ragionamento portato avanti dall’opposizione, resta soprattutto una domanda: con quale modello la Regione intende ora seguire e verificare un fenomeno complesso come il lavoro irregolare? Il tema, osserva Moretuzzo, non può essere lasciato senza un presidio chiaro, perché riguarda tutele, legalità e condizioni occupazionali.
La richiesta di un confronto formale
Per questo, nei prossimi giorni sarà avanzata una richiesta di audizione nella Commissione consiliare competente. L’iniziativa, annuncia Moretuzzo, sarà condivisa con altri esponenti delle minoranze e punta ad aprire un approfondimento con i portatori di interesse.
L’intenzione è quella di riportare il tema in una sede istituzionale che consenta di entrare nel merito delle scelte regionali. Sul tavolo, oltre alle ragioni che hanno portato all’abrogazione, ci sarà anche la necessità di capire quali strumenti alternativi la Regione voglia utilizzare per continuare a monitorare lo sfruttamento lavorativo.
Il tema resta centrale anche per il Friuli
La questione ha un rilievo che va oltre lo scontro tra maggioranza e opposizione. In un territorio dove il lavoro agricolo rappresenta una componente concreta dell’economia regionale, la capacità di prevenire forme di irregolarità resta un punto sensibile del dibattito pubblico.
Per questo il confronto annunciato nelle prossime settimane potrà chiarire se l’abrogazione dell’Osservatorio sarà accompagnata da nuovi strumenti o se, al contrario, si aprirà un vuoto proprio su un fronte che richiede continuità di controllo e attenzione istituzionale.