Pride di Udine, Novelli attacca l’impostazione del corteo: "I diritti non diventino uno scontro politico"

Il consigliere regionale di Forza Italia contesta i contenuti del corteo e chiede di distinguere i diritti dalle provocazioni politiche.

05 ottobre 2026 13:50
Pride di Udine, Novelli attacca l’impostazione del corteo: "I diritti non diventino uno scontro politico" -
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TRIESTE - Il dibattito sul Fvg Pride torna al centro della discussione politica regionale dopo l’intervento del consigliere di Forza Italia Roberto Novelli, che critica l’edizione svolta a Udine e sostiene che la manifestazione si sia ormai allontanata dal suo significato originario.

Secondo Novelli, a Udine si sarebbe vista soprattutto una mobilitazione politica, nella quale messaggi e contestazioni avrebbero finito per mettere in secondo piano il tema dei diritti per cui molte persone avevano scelto di partecipare. Il consigliere parla di una manifestazione “lontana dalla battaglia per il riconoscimento dei diritti” e ritiene che il corteo abbia assunto un carattere apertamente schierato.

Il riferimento è anche al confronto che nei giorni scorsi si è acceso attorno al dibattito sul Fvg Pride, con posizioni diverse sul rapporto tra tutela delle persone e contenuti politici presenti nella manifestazione.

Le critiche di Novelli

Nel suo intervento, Novelli richiama l’origine del Pride come iniziativa nata per portare all’attenzione pubblica dignità, libertà e diritti delle persone omosessuali. A suo giudizio, almeno sul piano normativo, eventuali lacune sarebbero state “ampiamente colmate”, e per questo considera fuori luogo continuare ad attribuire al centrodestra responsabilità su questo terreno, in particolare in Friuli Venezia Giulia.

Il consigliere forzista sostiene inoltre che alcune componenti più radicali stiano cercando di trasformare le battaglie per i diritti in uno strumento di propaganda politica. Da qui la sua osservazione sulla natura attuale della manifestazione: se il Pride, afferma, è diventato una piattaforma politica a tutto campo, allora andrebbe definito per ciò che è.

Il nodo dei contenuti del corteo

Tra i punti sollevati da Novelli c’è anche la presenza di messaggi che, secondo lui, non avrebbero un collegamento diretto con la difesa dei diritti civili. In particolare cita gli attacchi a Israele, chiedendosi quale sia il nesso tra quei contenuti e le finalità originarie della manifestazione.

Nella sua lettura, una parte della sinistra finirebbe per aderire a ogni forma di contestazione purché utile ad attaccare il centrodestra, indipendentemente dal merito delle questioni sollevate. Un’impostazione che, secondo Novelli, non aiuterebbe né il confronto democratico né le stesse battaglie legate ai diritti.

“Diritti da non piegare alla propaganda”

In chiusura, Novelli lega il tema delle libertà individuali alla necessità di mantenere distinto il piano dei diritti da quello dello scontro politico. Difendere le libertà, sostiene, significa costruire una società capace di confrontarsi senza trasformare ogni differenza in contrapposizione ideologica.

Per il consigliere regionale, esistono principi universali, a partire dalla pace, che non dovrebbero essere usati come strumenti di propaganda. La sua conclusione è che utilizzare valori e principi per alimentare la guerriglia politica finisca per svilirli e per coinvolgere in modo strumentale i cittadini.

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