Udine, il patrocinio al Fvg Pride divide la politica: Fratelli d’Italia attacca la scelta del Comune
TRIESTE - Si riapre il confronto politico sul Fvg Pride in programma a Udine il 3 ottobre 2026.
TRIESTE - Si riapre il confronto politico sul Fvg Pride in programma a Udine il 3 ottobre 2026. Il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale ha contestato la decisione del Comune di Udine di concedere il patrocinio alla manifestazione, distinguendo però la critica all’atto istituzionale dal tema del rispetto delle persone omosessuali.
Secondo i consiglieri di FdI, la contrarietà non riguarda “in alcun modo le persone omosessuali, i cui diritti e la cui dignità meritano rispetto”, ma il contenuto politico attribuito alla piattaforma del Pride. Nel mirino del gruppo consiliare finisce quindi la scelta dell’amministrazione comunale di sostenere ufficialmente l’iniziativa.
La manifestazione, di cui sono già stati diffusi percorso del corteo e orari, secondo Fratelli d’Italia presenta nel proprio manifesto prese di posizione che andrebbero oltre la tutela dei diritti delle persone Lgbtqia+ e si collocherebbero invece sul terreno del confronto ideologico e politico.
Le contestazioni di Fratelli d’Italia
Nel dettaglio, FdI cita temi come la politica internazionale, con riferimenti al conflitto israelo-palestinese, all’Iran e alla geopolitica globale, oltre a considerazioni sul capitalismo, immigrazione, simboli religiosi negli spazi pubblici, riforma dell’8x1000, decreto Sicurezza e critiche rivolte alle forze di polizia.
Per i consiglieri regionali si tratta di argomenti “slegati alla tutela dei diritti delle persone” e tali da rendere inopportuna la concessione del patrocinio comunale. Nella nota, il gruppo sostiene che un riconoscimento istituzionale dovrebbe essere riservato a iniziative capaci di rappresentare l’intera comunità cittadina, senza identificarsi con visioni politiche o culturali specifiche.
Il nodo del patrocinio
Il punto centrale sollevato da Fratelli d’Italia riguarda dunque il significato del patrocinio pubblico. Secondo il gruppo, il rispetto delle persone non sarebbe in discussione, mentre lo sarebbe l’opportunità che il Comune avalli, attraverso il proprio sostegno formale, una piattaforma che non tutti i cittadini possono condividere, “omosessuali compresi”.
La presa di posizione arriva a due giorni dalla manifestazione prevista a Udine e aggiunge un nuovo elemento al dibattito attorno al patrocinio del Comune concesso al Pride. Nella nota diffusa il 1° ottobre, FdI ribadisce che la propria obiezione riguarda esclusivamente la scelta istituzionale e non i diritti o la dignità delle persone coinvolte nella manifestazione.