Fvg, occupazione femminile tra segnali di ripresa e stipendi ancora lontani dalla parità

Laura Fasiolo richiama i nodi emersi nel confronto regionale: pesano cura familiare, organizzazione scolastica e servizi ancora insufficienti.

27 ottobre 2026 19:11
Fvg, occupazione femminile tra segnali di ripresa e stipendi ancora lontani dalla parità -
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Nel mercato del lavoro del Friuli Venezia Giulia qualche indicatore migliora, ma il punto più sensibile resta quello delle retribuzioni. A riportare l’attenzione sul tema è la consigliera regionale del Pd Laura Fasiolo, che torna sui contenuti emersi durante il confronto dedicato a donne e occupazione promosso dalla Commissione regionale per le pari opportunità.

Secondo Fasiolo, accanto a elementi incoraggianti come la diminuzione del part-time non scelto e un ridimensionamento della distanza di genere tra i profili con livelli di istruzione più alti, rimane aperta una frattura economica che non può essere considerata marginale. Il divario salariale, osserva, arriva al 20% e riguarda anche il settore pubblico.

Il peso della cura continua a incidere

La consigliera collega questa distanza non solo agli assetti del lavoro, ma anche a fattori sociali e culturali che continuano a condizionare i percorsi femminili. Tra questi indica la persistenza di stereotipi e una conciliazione ancora difficile tra impegno professionale e vita familiare.

I numeri regionali, richiamati nella nota, fotografano un carico domestico distribuito in modo molto diverso tra uomini e donne. Per le lavoratrici, il tempo assorbito dalle attività di casa arriva al 41,7% del totale del lavoro svolto, mentre per gli uomini si ferma al 19,7%. La quota cresce ulteriormente quando ci sono figli, fino a toccare il 49% per le madri.

Scuola, tempi quotidiani e organizzazione delle famiglie

Tra gli aspetti concreti che incidono sulla vita delle famiglie, Fasiolo richiama anche la chiusura delle scuole il sabato, tema che nel territorio continua ad avere riflessi pratici sull’organizzazione settimanale. Il problema, sottolinea, riguarda in particolare la gestione dei ragazzi nella fascia d’età tra i 12 e i 14 anni, con ricadute evidenti sul piano educativo e su quello della sicurezza.

Per la consigliera, il nodo non può essere affrontato solo come questione privata delle famiglie. La tenuta dei tempi di vita e dei tempi di lavoro, infatti, finisce per pesare soprattutto sulle donne, che più spesso si trovano a compensare con il proprio tempo l’assenza di servizi adeguati.

I settori dove lavorano di più e le misure da completare

Nel quadro regionale, l’occupazione femminile si concentra soprattutto nel terziario, nella sanità e nell’artigianato. Un contesto che, osserva Fasiolo, deve fare i conti anche con una situazione demografica complessa, segnata dall’invecchiamento della popolazione e in particolare di quella femminile.

La consigliera riconosce l’esistenza di strumenti regionali a sostegno delle famiglie, ma segnala che non tutti risultano pienamente operativi. Tra gli interventi citati compare il microcredito, indicato come misura ancora da attivare.

La richiesta finale è quella di un impianto più solido di servizi, scuola e organizzazione dei tempi quotidiani pensato davvero per chi lavora. Senza una struttura più efficace, conclude Fasiolo, il rischio è che la parte più pesante del costo sociale e professionale continui a ricadere sulle donne.

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