Bollette shock in FVG: «+486 milioni, famiglie e imprese sotto pressione»

Bollette in aumento in FVG: rincari fino a 486 milioni per famiglie e imprese a causa della crisi energetica.

28 marzo 2026 07:42
Bollette shock in FVG: «+486 milioni, famiglie e imprese sotto pressione» -
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Una nuova ondata di rincari si abbatte su famiglie e imprese del Friuli Venezia Giulia, con effetti che rischiano di essere pesanti per l’intero sistema economico regionale. A un mese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i mercati energetici hanno già registrato aumenti significativi, destinati a riflettersi direttamente sulle bollette.

Il prezzo del gas è salito di 26 euro per MWh (+81%), mentre quello dell’energia elettrica ha registrato un incremento di 41 euro per MWh (+38%). Numeri che anticipano un impatto concreto sui costi sostenuti da cittadini e aziende.

Secondo le analisi dell’Ufficio studi della CGIA, mantenendo i consumi in linea con quelli del 2024, nel 2026 il Friuli Venezia Giulia potrebbe affrontare un aumento complessivo delle bollette pari a 486 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

La distribuzione dei costi evidenzia uno scenario particolarmente critico:

  • 360 milioni a carico delle imprese

  • 126 milioni sulle famiglie

Una situazione che si traduce in una vera e propria pressione sui bilanci domestici e sulla sostenibilità economica delle attività produttive.

L’impatto più rilevante riguarda il comparto produttivo, in particolare le aziende ad alto consumo energetico. L’aumento dei costi rischia di comprimere i margini e rallentare gli investimenti, con possibili effetti diretti anche sull’occupazione.

Uno scenario che si inserisce in un contesto già fragile, segnato da difficoltà strutturali e tensioni economiche diffuse nel Nordest, come evidenziato anche da recenti situazioni critiche legate ai costi e ai servizi, tra cui il caso dei trasporti sociali a rischio per l’aumento dei carburanti.

A livello nazionale, le regioni più colpite saranno quelle con maggiore densità produttiva. In cima alla classifica troviamo:

  • Lombardia: +3,4 miliardi

  • Veneto: +1,7 miliardi

  • Emilia-Romagna: +1,7 miliardi

Il Friuli Venezia Giulia si colloca a metà graduatoria, ma con un impatto comunque significativo.

Per le imprese, la Lombardia registra un aggravio di 2,3 miliardi, mentre Veneto ed Emilia-Romagna si attestano attorno a 1,1 miliardi. In FVG, come evidenziato, l’aumento previsto è di 360 milioni.

Sul fronte delle famiglie:

  • Lombardia: +1,1 miliardi

  • Veneto: +557 milioni

  • Emilia-Romagna: +519 milioni

  • FVG: +126 milioni

Un quadro che conferma come il caro energia stia colpendo in modo diffuso, con effetti a catena sull’intero sistema economico.

Nonostante i rincari, la situazione attuale resta ancora distante dai picchi registrati nel 2022, quando il prezzo del gas raggiunse i 123,5 euro per MWh e l’energia elettrica superò i 300 euro per MWh.

Oggi i valori si attestano intorno ai 58 euro per il gas e oltre 148 euro per l’elettricità, ma il rischio di un ulteriore peggioramento resta concreto, soprattutto in caso di prolungamento o intensificazione del conflitto.

Un contesto che si inserisce in una fase già segnata da emergenze e criticità nel territorio, come dimostrato anche dagli effetti del maltempo con centinaia di interventi dei vigili del fuoco.

Di fronte a questa situazione, torna centrale il ruolo dell’Unione Europea. Come già avvenuto nel 2022, potrebbero essere adottate misure straordinarie per contenere i prezzi:

  • riduzione dell’IVA sulle bollette

  • introduzione di un tetto al prezzo del gas

  • contributi sugli extraprofitti energetici

  • possibile disaccoppiamento tra gas ed energia elettrica

Interventi che potrebbero attenuare l’impatto sui consumatori e stabilizzare i mercati.

Anche il Governo italiano è chiamato a intervenire. Negli ultimi anni sono già state adottate misure come:

  • azzeramento degli oneri di sistema

  • ampliamento della platea ISEE per gli aiuti

  • introduzione di crediti d’imposta per le imprese

  • possibilità di rateizzazione delle bollette

Molti di questi strumenti sono previsti nel nuovo decreto bollette, attualmente in fase di approvazione. Tuttavia, le risorse stanziate – circa 3 miliardi di euro – potrebbero non essere sufficienti a fronteggiare un eventuale nuovo shock energetico.

Il timore principale è che l’aumento dei costi energetici si trasformi in una crisi economica e sociale più ampia, con effetti su consumi, produzione e occupazione.

In un territorio già esposto a fragilità strutturali, il caro energia rappresenta una sfida decisiva. Senza interventi efficaci e tempestivi, il rischio è quello di assistere a una progressiva erosione del tessuto economico locale, con ripercussioni durature su famiglie e imprese.

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