Fuga fino al Friuli dopo rapine e auto rubate: arrestato l’uomo ricercato per la scia di violenze sull’A4

L’indagine della Polizia Stradale ha ricostruito il percorso tra Milano, il Veneziano e il Friuli, fino al confine. Contestato anche l’investimento di un agente.

02 ottobre 2026 10:45
Fuga fino al Friuli dopo rapine e auto rubate: arrestato l’uomo ricercato per la scia di violenze sull’A4 -
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Il tratto friulano della fuga è quello che ha segnato l’epilogo di una lunga sequenza di rapine e aggressioni partita da Milano e proseguita lungo l’A4. Un cittadino romeno, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in esecuzione di una misura cautelare in carcere emessa dal tribunale di Venezia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Polizia Stradale di Venezia e Padova, l’uomo avrebbe attraversato anche il territorio friulano dopo una serie di episodi violenti compiuti nel settembre 2025, arrivando fino alle aree di campagna e poi verso il confine di Stato.

Il passaggio in Friuli e la corsa verso il confine

Dopo i fatti avvenuti tra il Veneziano e il nodo autostradale di Portogruaro, la fuga sarebbe proseguita in Friuli. Qui, sempre secondo l’accusa, l’indagato avrebbe continuato a cercare mezzi con cui allontanarsi, fino a impossessarsi di un furgone in serata.

Con quel veicolo sarebbe riuscito a spingersi fino al confine, chiudendo una giornata caratterizzata da spostamenti rapidi, cambi d’auto e aggressioni a più persone incontrate lungo il percorso.

Dall’autostrada alle aggressioni agli automobilisti

Uno dei passaggi centrali dell’inchiesta riguarda quanto accaduto al casello di Portogruaro. In quella fase l’uomo avrebbe tamponato una Bmw, per poi aggredire la proprietaria e prendere la vettura, usandola per proseguire la fuga verso est.

Il viaggio però non si sarebbe fermato lì. Una gomma danneggiata lo avrebbe costretto a lasciare anche quell’auto. Subito dopo, sempre in base alla ricostruzione investigativa, avrebbe tentato di prenderne un’altra usando violenza contro una donna, senza però riuscirci.

La ricostruzione parte da Milano

L’intera vicenda, stando agli atti, comincia la sera del 12 settembre 2025 nel centro di Milano. L’uomo avrebbe assalito un automobilista e gli avrebbe sottratto la Bmw con cui si sarebbe poi diretto verso il Nordest, puntando all’Europa orientale.

Quella stessa vettura è stata successivamente individuata nella notte da una pattuglia della Polizia Stradale di Padova all’area di servizio Tesina, lungo l’A4 nel Vicentino. Da lì la situazione è precipitata.

L’agente ferito durante il controllo

Nel tentativo di fermare il conducente, uno dei poliziotti è stato colpito dall’auto e trascinato per alcuni metri mentre il sospettato ripartiva. Un episodio che rientra tra i fatti contestati nell’ambito del provvedimento cautelare eseguito in questi giorni.

Poco dopo, la Bmw è stata intercettata anche dalla Polizia Stradale di Venezia sul Passante di Mestre. Ne è nato un inseguimento, terminato con l’abbandono del mezzo da parte del fuggitivo, che in quel momento era riuscito a far perdere le proprie tracce.

Le accuse e il provvedimento del tribunale

Nel corso delle indagini è stato ricostruito anche un altro episodio avvenuto il giorno seguente, quando l’uomo avrebbe rapinato un impresario edile di Santa Maria di Sala prima di riprendere la sua corsa verso il Friuli.

L’arresto disposto dal tribunale di Venezia riguarda quindi l’insieme delle rapine e delle aggressioni attribuite all’indagato nel 2025, compreso l’investimento del poliziotto durante il controllo in autostrada. Resta fermo che la misura cautelare non equivale a una condanna e che l’accertamento delle responsabilità spetterà al procedimento giudiziario.

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