Frontiera orientale, Spagnolo rilancia: “Il Friuli non può accogliere altri trasferimenti”

La consigliera regionale torna sul tema dei flussi in ingresso e chiede al Governo rimpatri più rapidi, controlli efficaci e più personale in divisa.

14 agosto 2026 02:11
Frontiera orientale, Spagnolo rilancia: “Il Friuli non può accogliere altri trasferimenti” -
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Il Friuli Venezia Giulia, per la sua collocazione al confine, non avrebbe spazio per farsi carico di nuovi arrivi trasferiti da altre parti d’Italia. Da qui la presa di posizione della consigliera regionale Maddalena Spagnolo, esponente di Futuro nazionale, che riporta l’attenzione sulla gestione dei flussi migratori e sulle ricadute dirette per il territorio friulano.

Nel suo intervento, Spagnolo indica una priorità precisa: evitare ulteriori spostamenti di migranti verso la regione e rendere più veloce l’allontanamento di chi si trova in Italia senza i requisiti previsti. La richiesta al Governo, nella sostanza, è quella di passare dalle linee generali a misure applicate con effetti concreti.

Il peso del confine sul territorio regionale

Secondo la consigliera, la pressione resta alta soprattutto lungo la direttrice orientale. Il riferimento è alla fascia di confine con la Slovenia, che continua a essere considerata un punto particolarmente sensibile per gli ingressi e per la tenuta complessiva del sistema di controllo regionale.

Spagnolo osserva che le criticità non si sarebbero esaurite neppure nella fase di sospensione di Schengen e sottolinea il lavoro delle forze dell’ordine già impegnate in un contesto ritenuto complesso. In questo quadro, sostiene che il Friuli Venezia Giulia non sia nelle condizioni di assorbire altri trasferimenti provenienti da fuori regione.

Rimpatri più rapidi e norme da rendere operative

Nel ragionamento della consigliera trovano spazio anche gli strumenti normativi richiamati a livello nazionale ed europeo. Spagnolo cita il Patto europeo su migrazione e asilo e il decreto sulle Frontiere diffuse, considerandoli utili soltanto se capaci di tradursi in risultati verificabili sul piano operativo.

Il punto centrale, per l’esponente regionale, resta infatti l’accelerazione delle espulsioni nei confronti di chi non ha titolo per rimanere sul territorio italiano. Una linea che, nella sua lettura, dovrebbe affiancarsi a un controllo più efficace degli accessi lungo la frontiera.

Le ricadute sulle città e la richiesta di più agenti

Spagnolo collega il tema anche alla situazione nei centri urbani, che definisce già sotto pressione. A sostegno di questa valutazione richiama l’episodio avvenuto ieri, quando, riferisce, due immigrati avrebbero cercato riparo perfino all’interno di uno stabile dei carabinieri.

La consigliera riconosce il rafforzamento degli organici di polizia deciso dal Governo, ma ritiene che il numero di operatori disponibili non sia ancora adeguato rispetto alle esigenze del Friuli Venezia Giulia. Per questo chiede un ulteriore incremento del personale impegnato nei controlli e nella gestione della sicurezza.

Nella sua posizione finale, Spagnolo insiste su un punto politico preciso: non limitarsi a gestire le conseguenze dei flussi, ma impedire l’ingresso a chi non è autorizzato. Un tema che, in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia, continua a intrecciare sicurezza, accoglienza e capacità di risposta dello Stato.

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