Friuli Venezia Giulia, quasi 3 milioni per valorizzare geositi e patrimonio geologico
Bilancio regionale nella giornata dedicata alla geodiversità: dal 2021 al 2026 finanziati 43 interventi, con oltre 200 siti censiti sul territorio.
Non riguarda soltanto la conservazione dell’ambiente, ma anche il modo in cui il Friuli Venezia Giulia racconta la propria storia naturale. La Regione ha fatto il punto sugli investimenti destinati alla geodiversità, indicando in quasi 3 milioni di euro le risorse assegnate tra il 2021 e il 2026 per progetti di tutela, conoscenza e divulgazione.
Il totale comunicato è di 2.911.980,97 euro. I fondi hanno sostenuto 43 iniziative presentate da 15 soggetti pubblici, tra Comuni, Comunità di montagna ed Enti parco. Accanto agli interventi materiali, una parte del lavoro ha riguardato attività rivolte a scuole, cittadini e percorsi di promozione del patrimonio geologico regionale.
Il dato è stato diffuso il 6 ottobre, in occasione della Giornata internazionale della geodiversità, appuntamento che richiama l’attenzione su un patrimonio spesso meno visibile di altri, ma centrale per comprendere il territorio friulano e giuliano nelle sue trasformazioni nel tempo.
Un patrimonio diffuso dal Carso alla montagna
Nel censimento regionale risultano oltre 200 geositi, considerati testimonianze dell’evoluzione geologica e morfologica della Terra. Si tratta di luoghi distribuiti in aree molto diverse tra loro, dalle zone alpine e prealpine fino alla pianura, passando per risorgive, laguna, fascia costiera e Carso.
Nel quadro illustrato dalla Regione, il Friuli Venezia Giulia viene descritto come un territorio che conserva tracce formatesi nel corso di centinaia di milioni di anni. Una ricchezza che non ha soltanto valore scientifico, ma rappresenta anche la base fisica su cui si sono sviluppati paesaggi, ecosistemi e insediamenti.
La cornice normativa e gli strumenti usati
La tutela di questo patrimonio si inserisce nella legge regionale del 14 ottobre 2016, numero 15, che riconosce l’interesse pubblico legato alla geodiversità e al patrimonio geologico e speleologico. La norma regola la protezione dei geositi e la valorizzazione di grotte, forre, aree carsiche e acquiferi collegati.
Accanto alla legge, la Regione utilizza il Catasto regionale dei geositi e dei geoparchi regionali, CaRGeo, uno strumento che raccoglie dati cartografici, scientifici e materiali multimediali. A questo si aggiunge il Piano paesaggistico regionale, che considera i geositi anche per il loro valore percettivo, mentre la cartografia geologica viene indicata come base di riferimento per orientare le scelte sul suolo.
Secondo quanto evidenziato dall’amministrazione regionale, alcuni dei siti censiti hanno caratteristiche che superano l’interesse locale, sia per rarità sia per i fenomeni che documentano.
Scuole, divulgazione e calendario degli appuntamenti
Oltre agli aspetti di tutela, il programma regionale comprende iniziative di educazione ambientale e divulgazione scientifica. Rientrano in questo ambito progetti didattici, azioni di sensibilizzazione, ma anche pubblicazioni, guide, mappe e itinerari pensati per accompagnare una conoscenza più consapevole dei luoghi.
Per la ricorrenza internazionale dedicata alla geodiversità, istituita dall’Unesco nel 2021 e celebrata ogni anno il 6 ottobre, il Servizio geologico regionale ha chiesto ai soggetti beneficiari dei contributi di raccogliere le attività in un unico calendario regionale.
Gli eventi sono programmati dall’inizio di settembre alla fine di ottobre 2026. L’obiettivo è costruire un percorso unitario di informazione e partecipazione attorno a un tema che in Friuli Venezia Giulia tocca identità, paesaggio e conoscenza del territorio, ben oltre il solo interesse specialistico.