Friuli Venezia Giulia, il turismo guarda al 2027: tra voli internazionali e l’effetto Pordenone Cultura
Dal TTG di Rimini emergono due leve per la promozione regionale: il forum Connect Aviation a Trieste e il programma di Pordenone 2027.
Il Friuli Venezia Giulia prova a costruire già da ora il suo 2027 turistico puntando su due assi precisi: l’accessibilità internazionale e la forza di richiamo della cultura. È questa la linea emersa al TTG di Rimini, dove la Regione ha presentato agli operatori del settore gli appuntamenti considerati più strategici per i prossimi anni.
Da una parte c’è Trieste, che a febbraio ospiterà Connect Aviation, appuntamento di riferimento per lo sviluppo delle rotte aeree. Dall’altra c’è Pordenone, attesa dal titolo di Capitale italiana della Cultura, con un calendario che conta già oltre cento iniziative. Due eventi diversi, ma letti come parti della stessa strategia di crescita per tutto il territorio regionale.
Due appuntamenti chiave per la promozione del territorio
Il tema è stato affrontato nel panel dedicato al Friuli Venezia Giulia 2027, promosso da PromoTurismoFVG durante la fiera riminese del turismo B2B. In collegamento è intervenuto l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, che ha indicato nel 2027 un passaggio importante per consolidare la visibilità della regione anche fuori dai confini nazionali.
Nel confronto con stampa specializzata e operatori sono stati messi al centro il rafforzamento dei collegamenti, la proiezione internazionale della destinazione e la valorizzazione del patrimonio culturale. Accanto ai rappresentanti regionali erano presenti anche i referenti di Connect, del Trieste Airport e del Comune di Pordenone.
Pordenone come vetrina regionale
Per il Friuli occidentale, il dossier più atteso resta quello legato a Pordenone Capitale italiana della Cultura. Il riconoscimento viene considerato una occasione di visibilità non solo per la città, ma per l’intera area pordenonese e più in generale per il Friuli Venezia Giulia.
Secondo quanto ricordato dalla Regione, l’obiettivo è trasformare l’evento in un volano capace di aumentare permanenze e presenze, seguendo l’esperienza maturata con Gorizia nel percorso della Capitale europea della Cultura, che nel 2025 aveva contribuito a un incremento turistico del 25 per cento rispetto all’anno precedente.
Il TTG e il ruolo degli operatori friulani
A Rimini il Friuli Venezia Giulia si è presentato con lo spazio istituzionale “Io sono Friuli Venezia Giulia”, dentro il quale hanno trovato posto 38 operatori del territorio, ciascuno con la propria postazione di lavoro. Un dato rilevante, perché segnala una partecipazione ampia della filiera regionale in una delle vetrine più importanti per il mercato turistico italiano.
Nel corso dei tre giorni di manifestazione, dal 14 al 16 ottobre, lo stand regionale ha raccolto numerosi contatti con agenzie e tour operator italiani e stranieri. Per la Regione questo riscontro conferma sia la fiducia degli operatori nel percorso promozionale condiviso, sia l’interesse crescente verso una destinazione percepita come ancora ricca di margini di scoperta.
Buyer interessati a una regione varia e accessibile
Tra gli elementi più apprezzati dagli interlocutori incontrati al TTG c’è la capacità del Friuli Venezia Giulia di offrire esperienze molto diverse in uno spazio contenuto e facilmente raggiungibile. Mare, montagna, città d’arte, borghi, percorsi outdoor ed enogastronomia continuano a rappresentare una combinazione considerata competitiva sul mercato.
Un altro aspetto emerso con forza riguarda il valore del contatto diretto. In un settore che si muove sempre più su strumenti digitali, la fiera ha ribadito quanto il rapporto personale con buyer e operatori resti decisivo per aprire nuovi mercati e consolidare relazioni professionali.
La lettura che arriva da Rimini è quindi quella di una regione che vuole presentarsi in modo compatto, con eventi di richiamo e una rete di imprese pronta a sostenerli. Per il Friuli Venezia Giulia, e per il sistema turistico friulano in particolare, il 2027 viene già considerato un passaggio da preparare con largo anticipo.