Friuli Venezia Giulia, cresce la rete fuori dall’ospedale: assistenza a domicilio per oltre 35mila anziani

A Udine il punto della Regione sulla sanità territoriale: più cure domiciliari, ambulatori in aumento e più posti nelle strutture per non autosufficienti.

24 ottobre 2026 15:28
Friuli Venezia Giulia, cresce la rete fuori dall’ospedale: assistenza a domicilio per oltre 35mila anziani -
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La tenuta del sistema sanitario, in Friuli Venezia Giulia, passa sempre di più dai servizi vicini ai pazienti. È questo il messaggio emerso a Udine nel corso del congresso regionale degli internisti, dove l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi ha richiamato l’attenzione sul rafforzamento della rete territoriale come risposta ai bisogni di cura, soprattutto per la popolazione anziana.

Il dato che più fotografa questo cambio di impostazione riguarda gli over 65 seguiti a casa: gli utenti dell’assistenza domiciliare integrata sono saliti da 17mila a oltre 35mila. Un incremento che, nelle intenzioni della Regione, va letto insieme alla riduzione dei ricoveri ospedalieri, indicata come positiva se accompagnata da servizi alternativi adeguati sul territorio.

Più cure vicino a casa

Nel dettaglio illustrato durante l’incontro udinese, le prestazioni ambulatoriali sono passate da 4 a 5 milioni, con una crescita del 30%. Aumentano anche i posti convenzionati nelle strutture residenziali dedicate alle persone non autosufficienti: da 7mila si è arrivati a 8mila.

Accanto all’ampliamento dell’offerta, cresce anche l’impegno economico per alleggerire il peso delle rette sulle famiglie. La spesa corrente destinata a questo capitolo è stata infatti portata da 70 a 110 milioni di euro.

L’obiettivo indicato dalla Regione

Secondo Riccardi, giudicare l’efficienza della sanità soltanto dai posti letto disponibili o dal numero dei ricoveri non basta a descrivere l’evoluzione reale del sistema. Il punto, ha spiegato, è capire se alla minore pressione sugli ospedali corrisponda una capacità concreta di presa in carico nei servizi territoriali.

In questa impostazione, l’ospedale mantiene un ruolo centrale nella gestione delle fasi acute, mentre tutto ciò che può essere seguito in modo appropriato fuori dai reparti dovrebbe trovare risposte più rapide e sostenibili nella medicina di prossimità. L’obiettivo dichiarato è contenere i ricoveri non necessari e rendere meno gravoso il percorso di cura per pazienti e familiari.

Il passaggio dagli ospedali al territorio

Durante il congresso della sezione regionale della Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, l’assessore ha inoltre sottolineato il contributo della medicina interna nel funzionamento degli ospedali e nel confronto sul riassetto dell’assistenza. Un contributo che, nelle parole di Riccardi, si traduce anche nella disponibilità dei professionisti a condividere il percorso di consolidamento della sanità territoriale.

Il quadro delineato punta quindi a una collaborazione più stretta tra area ospedaliera e cure primarie. Per la Regione, la risposta ai bisogni di salute passa da questa integrazione: reparti dedicati alle acuzie, servizi territoriali più forti e una filiera di presa in carico capace di dare ai cittadini del Friuli Venezia Giulia risposte più puntuali.

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