Friuli in mappa: dodici club del Pordenonese riemergono nell’Atlante storico del calcio
Dal Pordenone a Sarone, una piattaforma gratuita ricostruisce quasi un secolo di presenze nei campionati nazionali anche per le squadre della provincia.
Non c’è soltanto il ricordo del Pordenone da Serie B. Dentro la storia calcistica del Friuli occidentale trovano posto anche società che hanno vissuto una sola stagione nazionale e piazze più piccole che, per qualche anno, sono riuscite a misurarsi oltre i confini regionali. A rimettere in fila questo patrimonio è l’Atlante Storico del Calcio Italiano, progetto digitale firmato da Francesco Ippolito.
La piattaforma, consultabile gratuitamente, raccoglie oltre 1.500 società comparse nei campionati nazionali dalla Serie A alla Serie D, includendo le denominazioni e le formule dei vari periodi storici dal 1929 fino alla stagione 2026-2027. Per la provincia di Pordenone le realtà censite sono dodici, distribuite in undici comuni.
Il lavoro di Ippolito, ingegnere civile e giornalista, offre una lettura che va oltre i risultati: mostra come il calcio abbia lasciato tracce diffuse tra capoluogo, pianura e pedemontana, restituendo alla memoria sportiva del territorio esperienze oggi poco ricordate.
Il peso storico del Pordenone nel calcio provinciale
Se si guarda alla continuità nel tempo, il nome che emerge con più forza resta quello del Pordenone. Nell’Atlante gli vengono attribuite 68 partecipazioni ai tornei nazionali: tre in Serie B, 17 tra Serie C e categorie equivalenti, undici in C2 e 37 tra quarta e quinta serie.
Il picco più noto è quello recente: la promozione in B del 2019 e il successivo triennio tra i cadetti. Nella prima stagione, con Attilio Tesser in panchina, i neroverdi chiusero quarti con 58 punti arrivando fino alle semifinali playoff per la A. Un capitolo che ha segnato la memoria sportiva cittadina, pur dentro una vicenda societaria poi precipitata con la crisi del 2023.
Nella graduatoria storica elaborata dal progetto, che assegna un punteggio in base alla categoria disputata e non ha carattere ufficiale FIGC, il Pordenone occupa il 116° posto a livello nazionale con 148 punti.
Brugnera caso particolare: due squadre, due epoche diverse
Tra gli aspetti più curiosi messi in evidenza dalla mappa c’è il caso di Brugnera. Lo stesso comune compare infatti con due società differenti approdate ai tornei nazionali in periodi diversi.
Da una parte c’è il Centro del Mobile, formazione biancoceleste protagonista di cinque campionati consecutivi tra il 1989-1990 e il 1993-1994. Nella stagione 1990-1991 arrivò anche un secondo posto nel girone del Campionato Interregionale con 43 punti.
Dall’altra c’è il Tamai, espressione dell’omonima frazione, capace di costruire una presenza più lunga e stabile: 20 campionati nazionali disputati tra il 1997-1998 e il 2019-2020, soprattutto in Serie D. È uno dei casi che meglio raccontano quanto il calcio del Pordenonese sia stato capace di esprimersi anche lontano dai centri maggiori.
Lo stesso Ippolito sottolinea questo aspetto: «La storia del calcio italiano è molto più articolata di quanto si possa immaginare osservando soltanto le società professionistiche. Il caso di Brugnera è particolarmente interessante perché dimostra come uno stesso comune possa aver espresso realtà differenti, capaci di affacciarsi sui campionati nazionali in periodi diversi».
Sacile e San Vito, due tradizioni radicate nel territorio
Accanto al club del capoluogo, l’Atlante fotografa il peso storico di Sacilese e Sanvitese, due nomi centrali per la memoria sportiva del Friuli occidentale.
La Sacilese totalizza 25 partecipazioni nazionali. Nel suo percorso rientrano anche le due stagioni in Lega Pro Seconda Divisione tra 2009-2010 e 2010-2011, arrivate dopo la vittoria del girone C di Serie D nel 2008-2009. Le radici, però, sono molto più lontane: già nel 1939-1940 compare la Giovinezza Sacile, iscritta alla Serie C anche se ritirata prima dell’avvio del torneo.
Ugualmente significativa la traccia lasciata dalla Sanvitese di San Vito al Tagliamento, anch’essa con 25 presenze nei campionati nazionali. Il conto comprende una stagione in Serie C nel 1947-1948 e un lungo sviluppo tra quarta e quinta serie, soprattutto fra anni Novanta e inizio Duemila.
Nella classifica storica del progetto la Sacilese è 334ª con 30 punti, mentre la Sanvitese occupa la 355ª posizione con 28. Il Tamai segue al 435° posto con 20 punti.
Le altre piazze: Aviano, Spilimbergo, Maniago, Caneva
La lettura dell’Atlante diventa ancora più interessante quando si allarga alle realtà meno celebrate. La Pro Aviano, per esempio, conta quattro partecipazioni consecutive al Campionato Interregionale dal 1981-1982 al 1984-1985.
Il Fontanafredda compare con cinque stagioni nazionali divise tra gli anni Ottanta e il biennio 2014-2016. Più vicine nel tempo sono invece le esperienze del Chions, presente in Serie D per cinque stagioni tra il 2018-2019 e il 2024-2025, e del Cordenons, in categoria nel 2016-2017.
Verso la pedemontana riemergono poi il Maniago, che giocò la Serie D nel 1969-1970, e lo Spilimbergo, capace di due stagioni consecutive in IV Serie nel 1954-1955 e 1955-1956. Nella prima di quelle annate arrivò anche un secondo posto di rilievo nel proprio girone.
Chiude questo mosaico il Sarone, frazione di Caneva, presente con una stagione di Serie D nel 2007-2008. È una delle storie che meglio spiegano il senso del progetto: dare spazio non solo ai club più noti, ma anche a esperienze brevi che per una comunità locale hanno avuto un valore forte.
Un archivio digitale per rileggere il calcio del Friuli occidentale
L’Atlante Storico del Calcio Italiano non si limita naturalmente al Pordenonese, ma il quadro provinciale aiuta a capire la portata dello strumento. Attraverso la mappa interattiva si possono seguire stagioni, categorie, denominazioni sociali, colori, gironi e piazzamenti, con una consultazione immediata anche per chi cerca la storia di un singolo paese.
Ippolito spiega così l’obiettivo del lavoro: «Ciò che mi interessa maggiormente è dare visibilità anche a quelle squadre che hanno partecipato a un solo campionato nazionale. Per una piccola comunità, arrivare in Serie D poteva rappresentare un evento straordinario, capace di coinvolgere un intero paese».
Per il Friuli occidentale il risultato è una geografia sportiva ampia e tutt’altro che scontata: dal capoluogo ai centri minori, dodici società riportano alla luce quasi un secolo di calcio e una parte importante della memoria collettiva del territorio.