Friulano, il nuovo rapporto ARLeF mette a fuoco usi reali, scuola e identità nel territorio

Online “Furlan Contât”, il volume che raccoglie e approfondisce i dati dell’indagine sociolinguistica svolta tra Friuli Venezia Giulia e Veneto orientale.

20 maggio 2026 12:42
Friulano, il nuovo rapporto ARLeF mette a fuoco usi reali, scuola e identità nel territorio -
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Più di 444 mila persone che parlano attivamente friulano e una platea che arriva attorno a 700 mila se si includono anche coloro che lo comprendono. È da questi numeri che prende forma il quadro restituito da “Furlan Contât”, il volume ora consultabile sul sito dell’ARLeF e dedicato ai risultati dell’indagine sociolinguistica “Tire fûr la lenghe”.

Per il Friuli si tratta di una fotografia utile non solo agli studiosi, ma anche a scuole, amministrazioni e comunità locali: il rapporto mette insieme dati su abitudini linguistiche, percezioni sociali e rapporto con l’identità culturale, offrendo un aggiornamento ampio sul posto che il friulano continua ad avere nella vita quotidiana.

La pubblicazione arriva dopo una prima diffusione di parte dei risultati e propone adesso una lettura più strutturata dell’indagine, con materiali destinati sia alla comunità scientifica sia a chi, sul territorio, si occupa di politiche linguistiche e valorizzazione culturale.

Una lingua ancora presente in famiglia, nella scuola e nel digitale

Tra gli elementi più significativi emerge il ruolo che il friulano conserva nella trasmissione familiare. Il 51% degli intervistati indica infatti questa lingua come quella usata dai genitori, mentre il 44% dice di adoperarla nei rapporti con madre e padre. Un dato che conferma quanto il contesto domestico resti centrale nella continuità linguistica.

La ricerca segnala anche un orientamento favorevole verso il plurilinguismo. Il 79% del campione considera un vantaggio crescere in un ambiente dove convivono più lingue, senza vedere questa condizione come un ostacolo nel percorso scolastico.

Proprio sul fronte dell’istruzione, quasi sette persone su dieci si dicono favorevoli a una presenza più ampia del friulano negli istituti scolastici. Il consenso rimane alto anche nel Veneto orientale, dove raggiunge il 59%.

Non manca inoltre la dimensione contemporanea dell’uso linguistico: il friulano compare anche nella comunicazione digitale e nelle app di messaggistica, con una persona su quattro che dichiara di usarlo nei messaggi vocali.

Identità culturale e domanda di politiche linguistiche

Un altro aspetto che attraversa il volume riguarda il senso di appartenenza. Il 52% degli intervistati si definisce “molto” friulano; la percentuale sale al 75% se si aggiungono anche quanti si sentono “abbastanza” friulani. Il legame con il territorio, dunque, resta forte e si riflette anche nel modo in cui la lingua viene percepita.

Il sostegno agli interventi pubblici appare altrettanto netto. Il 77% del campione si dichiara favorevole all’impiego di risorse pubbliche per sostenere il friulano, indicando in 22 euro pro capite all’anno la soglia considerata adeguata.

Più contenuta, invece, la presenza della lingua negli uffici pubblici. Dal rapporto emerge che l’uso nell’amministrazione è ancora limitato, ma il 42% degli intervistati vorrebbe vedere una maggiore disponibilità del friulano anche nei rapporti con gli enti locali.

Come è stata costruita l’indagine

Lo studio è stato realizzato nel 2023 da IRES FVG in collaborazione con FEF, il Forskningscentrum för Europeisk Flerspråkighet, e con un comitato scientifico composto da linguisti delle università di Bolzano, Milano, Pavia, Trento e Vigo, in Galizia. L’iniziativa è stata sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con il contributo di ARLeF, nell’ambito del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025.

La base della ricerca comprende oltre 4.300 interviste raccolte in 178 Comuni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale, attraverso un questionario di circa cento domande. Alla rilevazione hanno contribuito anche 74 istituti comprensivi, che hanno favorito la diffusione dei questionari nelle famiglie con il supporto degli insegnanti.

Nel volume trovano spazio il metodo adottato dai ricercatori, tabelle e cartografie, oltre a capitoli dedicati a famiglia, comunità, competenze, media, ideologia e identità. Sono presenti anche un confronto con le precedenti indagini sociolinguistiche, un’analisi SWOT sulla situazione del friulano e alcune indicazioni utili per le future scelte di politica linguistica.

Le valutazioni di Regione, ARLeF e comitato scientifico

Per l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, la pubblicazione rappresenta una base concreta per programmare in modo più consapevole le prossime azioni a sostegno della lingua, grazie a dati aggiornati sulle modalità d’uso del friulano e sulle dinamiche sociali che lo accompagnano.

Il presidente di ARLeF, Eros Cisilino, parla di uno strumento prezioso per leggere con maggiore profondità la condizione della lingua friulana e le sue implicazioni culturali, sociali e identitarie, sottolineando l’importanza di un monitoraggio costante per costruire interventi aderenti alle esigenze del territorio.

Vittorio Dell’Aquila, componente del comitato scientifico che ha seguito il lavoro di IRES FVG, evidenzia come il rapporto restituisca un quadro aggiornato degli usi linguistici, delle competenze dichiarate e delle pratiche quotidiane, con dati selezionati in modo da garantire validità statistica anche su unità territoriali più piccole. Il volume sarà distribuito prossimamente anche in formato cartaceo nelle biblioteche del Friuli e agli operatori del settore.

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