Fiume Veneto, una storia di sacrificio e servizio: Napolitano promosso a Maresciallo Maggiore

Francesco Napolitano promosso Maresciallo Maggiore a Fiume Veneto. Nuovo ruolo e impegno rafforzato per la sicurezza.

13 febbraio 2026 09:53
Fiume Veneto, una storia di sacrificio e servizio: Napolitano promosso a Maresciallo Maggiore -
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FIUME VENETO (PN) - È una storia fatta di passi costanti, di sacrifici silenziosi e di un legame che, negli anni, si è trasformato in fiducia reciproca. La promozione a Maresciallo Maggiore del comandante della Stazione dei Carabinieri di Fiume Veneto, Francesco Napolitano, non è soltanto un traguardo professionale di grande prestigio, ma rappresenta anche un momento significativo per l’intera comunità. Con il nuovo grado, Napolitano assume inoltre la qualifica di Ufficiale di Pubblica Sicurezza, rafforzando ulteriormente il ruolo della Stazione come presidio fondamentale di legalità e vicinanza ai cittadini.

Arruolatosi nell’Arma nel 1996, Napolitano muove i primi passi come carabiniere ausiliario a Marsala, in Sicilia. Dopo il corso da carabiniere effettivo frequentato in Sardegna, torna sull’isola, prestando servizio a Pantelleria. È l’inizio di un percorso intenso e ricco di esperienze che lo porterà poi a Vicenza e, fino al 2005, a prendere parte a cinque missioni di pace all’estero: Ex-Jugoslavia, Kosovo, Albania, Egitto e Iraq. Contesti complessi, segnati da fragilità e ricostruzione, dove Napolitano opera con incarichi di polizia militare e con compiti di formazione e addestramento delle polizie locali, esperienze che ne hanno profondamente plasmato l’approccio umano e professionale al servizio.

Dopo ulteriori incarichi in diverse realtà italiane – tra cui Velletri, dove frequenta il corso da sottufficiale – Napolitano presta servizio ad Annone Veneto dal 2009 al 2018 e successivamente a Codroipo. È nel febbraio 2021 che arriva a Fiume Veneto, inizialmente come sottordine, per poi assumere ufficialmente il comando della Stazione il 30 dicembre 2022, in coincidenza con un importante cambio generazionale tra i carabinieri in servizio. Oggi la Stazione conta dieci Carabinieri, tra donne e uomini, giovani ed esperti, un equilibrio che consente di ottenere risultati immediati e di costruire un lavoro solido nel medio e lungo periodo.

La Stazione di Fiume Veneto, che presidia anche il territorio comunale di Zoppola, è oggi impegnata su numerosi fronti investigativi e operativi. In questi anni sono stati raggiunti risultati di rilievo nel contrasto ai reati, dalle truffe agli anziani – tra i fenomeni più dolorosi e odiosi – fino alle indagini più complesse legate al traffico di droga e alla pedopornografia. Un impegno riconosciuto anche dagli elogi ufficiali del Comando Provinciale, come nel caso del rintraccio, nel 2024, di una donna di Fiume Veneto scomparsa, ritrovata dopo due giorni in stato di ipotermia, semi immersa nelle acque del fiume Noncello.

Ogni operazione è una storia a sé ma alcune restano più impresse. In molti ricordano l’arresto di un soggetto residente a Zoppola, responsabile di 27 reati gravi tra furti d’auto, furti in abitazione e truffe. Oppure all’operazione del settembre del 2024, sempre a Zoppola, che ha coinvolto oltre venti operatori tra il personale della Stazione, anche in abiti civili, il NIL di Pordenone il NAS di Udine e l’impiego di una unità cinofila, che ha consentito l’arresto in flagranza per spaccio di sostanze stupefacenti di un soggetto trovato in possesso di 98 pastiglie di ecstasy e 50 grammi circa di marijuana.

Tra i risultati più significativi sul piano umano emerge lo smascheramento nel mese di dicembre 2025 di una truffa ai danni di un’anziana di Fiume Veneto, raggirata da individui che si erano spacciati per carabinieri. Grazie alla tempestiva denuncia della donna e al supporto del sistema di videosorveglianza comunale, è stato possibile individuare i responsabili e restituire alla vittima sia il denaro sia i gioielli sottratti. Un intervento che ha rappresentato non solo un successo investigativo, ma anche un momento capace di restituire fiducia e serenità.

Un risultato reso possibile anche dalla solida collaborazione con l’amministrazione comunale. Il rapporto tra il Comandante Napolitano con il sindaco Jessica Canton e con la Polizia Locale di Fiume Veneto si è rivelato infatti particolarmente efficace: lo scambio costante di informazioni, il sostegno garantito dal sistema di videosorveglianza e il coordinamento con il comandante Commissario Capo Paolo Fort hanno costituito un valore aggiunto determinante per la buona riuscita di numerose operazioni.

Una visione condivisa dal sindaco Jessica Canton, che ribadisce come la sicurezza sia una priorità da anni: «Dal mio primo mandato nel 2018 abbiamo investito molto nella Polizia Locale, in uomini, mezzi e attrezzature. Ma è dal 2023, con la presa di comando del comandante Napolitano, che abbiamo compiuto un vero salto di qualità nel metodo e nell’approccio. I dati parlano chiaro: meno reati predatori, più presidio del territorio e una maggiore sicurezza percepita dai cittadini. Siamo orgogliosi del comandante Napolitano non solo per la sua professionalità, ma anche per la sua presenza costante nella vita della comunità, dagli eventi istituzionali a quelli associativi, fino agli incontri pubblici di informazione e prevenzione». Un legame rafforzato anche dal fatto che la caserma dei Carabinieri è ospitata in un immobile comunale, costruito appositamente negli anni Novanta.

Guardando al futuro, Napolitano vede Fiume Veneto come il luogo ideale per terminare la propria carriera. La città, viva e stimolante, ha restituito stima e riconoscimento sia dal tessuto sociale sia da quello produttivo. L’energia della comunità alimenta la determinazione del comandante a continuare a garantire sicurezza, ma soprattutto vicinanza alla popolazione.

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